Dopo 32 anni sono tornati a casa i due dipinti del ‘600 rubati all’Oratorio delle Zitelle

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Le due opere rubate e restituite: a sinistra Sant'Antonio a destra Sant'Orsola

Erano stati rubati ben 32 anni fa, ieri i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Genova li hanno pubblicamente restituiti all’Ipab di Vicenza: sono due importanti tele del ‘600, rubate a Vicenza nel dicembre del 1984 all’interno dell’Oratorio delle Zitelle in contrà Santa Caterina. Si tratta di due dipinti olio su tela: il primo, del maestro Giulio Carpioni, raffigura Sant’Antonio da Padova, il secondo, realizzato dal maestro Francesco Maffei, raffigura invece Sant’Orsola.

I militari genovesi, nel corso di una lunga, paziente e complessa attività investigativa, condotta in collaborazione con i carabinieri della Sezione Elaborazione Dati del Comando Tutela Patrimonio Culturale di Roma, erano riusciti a metter le mani ancora nel 2013 sui preziosi dipinti, che hanno ritrovato all’interno di un castello adibito a residenza privata in provincia di Cuneo. Il proprietario, ignaro, aveva comprato il castello con tutto il suo contenuto. Defunto invece il proprietario precedente per cui risulta particolarmente difficile risalire agli autori del furto.

Il ritrovamento è stato reso possibile grazie alla costante e meticolosa attività di monitoraggio, da parte dei carabinieri, delle aste di beni culturali: il facoltoso detentore delle due preziose opere rubate a Vicenza infatti pose in vendita presso una famosa casa d’aste genovese quattro dipinti, risultati poi essere frammenti di tre opere rubate. I frammenti, però, non furono venduti e tornarono quindi nella disponibilità del venditore. Fu allora che gli inquirenti decisero di effettuare verifiche più approfondite e mirate presso l’abitazione del proprietario (ignaro che si trattasse di un furto), giungendo così all’importante recupero delle due opere.

La Procura della Repubblica di Asti, sulla scorta delle risultanze acquisite dai carabinieri, ha poi disposto la restituzione all’Ipab berica e ieri le due magnifiche opere d’arte dopo 32 anni sono finalmente ritornate a casa. Tenuti negli ultimi tempi in un caveau dell’Ipab, sono state ieri solo per qualche ora riposte nello stesso luogo da cui erano stati rubati alla presenza del presidente dell’Ipab, Lucio Turra, del comandante del Nucleo, maggiore Antonio Quarta e di Chiara Rigoni, già Funzionario della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Vicenza.

 

Le due tele rappresentano “Sant’Orsola che affronta il martirio”, del vicentino Maffei, e il «Sant’Antonio in adorazione del Bambin Gesù» del veneziano Carpioni, ed erano poste proprio nelle cappelle dedicate (oltre che alla Vergine), a S. Cecilia e S. Antonio e a S. Orsola. L’Oratorio, attribuito ad Antonio Pizzocaro, è uno dei rari esempi cittadini ove si possano ammirare e confrontare le opere dei due maestri, che arricchiscono altre parti della chiesetta. È stato così possibile aggiornare anche l’archivio fotografico dell’ente, dato che fino ad oggi le due uniche riproduzioni in bianco e nero erano tratte da una monografia del 1970 del prof. Renato Cevese dedicata all’Oratorio delle Zitelle. Le opere sono state ritrovate dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale in Genova nel 2013 in un castello di Alba, in provincia di Cuneo, ma è stato possibile riportarle a Vicenza solo dopo un delicato e formale iter per il riconoscimento giuridico della proprietà.

I due dipinti sono però gravemente danneggiate perché hanno subito dei ritagli davvero maldestri. Sarà ora necessario un complicato intervento di restauro su entrambe le tele che richiederà, come ha evidenziato il presidente dell’Ipab, Turra, un gesto di buona volontà da parte di chi, anche approfittando degli strumenti fiscali oggi a disposizione dei mecenati, vorrà dare il proprio contributo, seguendo quelle “Vie della Charitas”, come le ha definite Turra che “oggi dobbiamo ripercorrere per non depauperare quel patrimonio di valori, immateriali e materiali, che costituisce la nostra eredità”.

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