“Persi i risparmi di una vita. Ci siamo fidati dei dipendenti”. PBVi, una storia esemplare

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Quella che segue è la storia di una persona anziana dell’Alto Vicentino che ha perso i risparmi di una vita perché investiti nella Banca Popolare di Vicenza. Una storia rappresentativa di tantissime altre.

La pubblichiamo nel giorno del convegno che si è svolto a Vicenza, per ricordare che dietro ai numeri ci sono le persone e le loro vite. Persone arrabbiate (ancora troppo poco, forse), forse ancora incredule o che forse in alcuni casi coltivano ancora in un angolo la speranza di recuperare almeno una parte di quanto hanno perso. Nella gallery, la lettera del risparmiatore e la risposta della banca.

 

Gentile direttrice dell’Eco Vicentino,

sono la figlia – disperata – di un padre che ha 82 anni e che da 50 ha dato fiducia e tutti i suoi risparmi alla Banca Popolare di Vicenza… Come può ora affrontare la sua vecchiaia? Se ha bisogno di soldi può fare affidamento solo pensione….

Mio padre ha iniziato comprando 250 azioni della Banca Popolare di Vicenza nel 1991, poi ne ha comprato altre 538 nel 1994 in occasione di aumenti capitale della banca. E poi via di seguito fino ad arrivare, con conversioni di prestiti obbligazionari, ad un totale di 1884 azioni. Ha sempre fatto le operazioni seguendo le indicazioni degli impiegati di fiducia che ci facevano sentire anche importanti per essere dei soci.

 Il 15 settembre 2014 per sistemare casa ha chiesto la vendita di 546 azioni e il 27 novembre 2014 di altre 338. Continuavano a trovare scuse pur di non arrivare al rimborso… Fino ad arrivare alla “bellissima” data del 2015, con l’assemblea annuale dei soci nella quale  ci hanno comunicato che il valore delle azioni passava da 62,50 euro a 48, fino ad arrivare poi al “fantastico” giorno nel quale il loro valore è stato portato praticamente zero.

Per sistemare casa ora deve fare un prestito con interessi, sapendo che i suoi sudati risparmi sono in mano a dei truffatori.

Abbiamo dato tutta la nostra fiducia alla banca anche perché sempre rassicurati dai dipendenti.

 A ogni dubbio venivano sempre rassicurati e anzi, ogniqualvolta si pensava di mettere da parte qualche risparmio c’erano sempre le azioni che venivano considerate un salvadanaio. “La banca non può fallire e in ogni caso il capitale della banca potrà, nel caso limite, coprire le perdite…”.

Farabutti… Ci hanno messo in ginocchio…

Ci sentiamo abbandonati dallo Stato, inteso come giustizia. Vincono sempre quelli che hanno i soldi e i delinquenti. Andiamo avanti così a spese delle persone oneste…

Bisogna provare a mettersi nei nostri panni per capire la mia e nostra disperazione nell’aver perso tutti i risparmi e poter contare solo sulla misera pensione.

Una figlia disperata

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