Sanità, per il Pd la riforma Zaia paralizza il territorio. “Ritirate la delibera e fatela discutere in Commissione

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“Con il nuovo assetto organizzativo delle Ulss siamo alla paralisi del sociale in tutta la regione”. Ad affermarlo oggi è stato il capogruppo del Pd in Consiglio Regionale, il vicentino Stefano Fracasso. Una denuncia che è di tutto il partito di opposizione in Regione è avvenuta oggi nel corso di un conferenza stampa che tutto il gruppo consiliare del Partito Democratico ha tenuto presso la sua sede regionale a Padova, con lo slogan “Dall’Azienda Zero a zero assunzioni, zero autorizzazioni, zero ospedali di comunità, zero medicine di gruppo”.

Una denuncia in sintonia con le preoccupazioni di molti amministratori di enti locali anche dell’Alto Vicentino, espresse solo pochi giorni fa, e con i timori causati dal blocco del personale negli ospedali.

“Per quattro mesi – ha affermato Fracasso a nome del gruppo – abbiamo fatto opposizione in aula consiliare, paventando questo grave rischio che ora purtroppo si è materializzato a danno dei cittadini. Durante questo tempo, abbiamo raccolto il grido di allarme di un territorio che si sente tradito dai tanti proclami del Governatore. La situazione è questa: nessun nuovo posto letto, nessun rinnovo contrattuale per gli operatori del settore, non sono stati attivati i servizi indispensabili per garantire l’assistenza nelle case di riposo e in altre strutture territoriali. Denunciamo quindi questa inaccettabile paralisi dei servizi socio- sanitari di prossimità”.

“I reparti attivi nel territorio – aggiunge il capogruppo Pd – che prima garantivano ai cittadini risposte adeguate ai loro bisogni assistenziali, come la medicina di famiglia, le cure palliative, i servizi per l’infanzia e l’adolescenza, le neuro-psichiatrie, le dipendenze, ora gravitano interamente sulle spalle delle famiglie venete. Siamo di fronte ad un problema di organizzazione, in termini di strutture e di risorse umane, laddove in molti reparti mancano persino i primari. Ma evidentemente, il solo intento perseguito dalla Regione è quello di tagliare risorse senza investire nel territorio. Il nuovo Piano socio sanitario regionale aveva spostato il baricentro della sanità veneta dagli ospedali al territorio (distretti), ma questa seconda parte della riforma è stata completamente disattesa dato che i servizi territoriali sono stati depauperati di risorse e mezzi”.

Le preoccupazioni riguardano anche il blocco per tutto il 2017 degli ospedali di comunità e l’impressione che si stia “demolendo l’impianto  socio-sanitario che è sempre stato un modello di eccellenza, in grado di realizzare una vera integrazione tra l’ambito sociale e quello sanitario. La riforma di Zaia ci sta portando indietro di quaranta anni”. Per i Piddini i risparmi “tanto sbandierati da Zaia” non si vedono e il problema più rilevante sarebbe a livello organizzativo, con carenza di posti letto di comunità e mancanza di personale. “Zaia – hanno sentenziato i consiglieri Pd – aveva voluto la riduzione dei posti letto negli ospedali per dirottare corrispondenti risorse a beneficio degli ospedali di comunità, che avrebbero dovuto rappresentare il nucleo di tutta la riforma sanitaria. Peccato che invece le strutture siano ferme, il personale assunto non viene impiegato e così il territorio non riceve risposte alle sue legittime esigenze di salute ed assistenza”. Idem per il mancato finanziamento della medicina di gruppo integrata”.

Il Gruppo consiliare del Partito democratico ha chiesto per questo che venga ritirata la Deliberazione di Giunta 2174 del 23 dicembre scorso, relativa alle “Disposizioni in materia sanitaria connesse alla riforma del sistema sanitario regionale”: perché ha contribuito a determinare questa inaccettabile paralisi dei servizi territoriali. Quel provvedimento, in quanto tipico atto di programmazione, deve essere esaminato dalla competente Quinta Commissione consiliare permanente”.

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