“Vogliamo viaggiare in autonomia”, ma sulla Schio-Vicenza per i disabili è impossibile – VIDEO

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Se sei una persona con disabilità, in carrozzina, e cerchi con tutte le tue forze di essere autonomo, andare a Vicenza da Schio in treno non fa per te. Lo hanno fatto constatare con mano stamane i rappresentanti di Aniep e Fish (due associazioni di tutela delle persone con disabilità) ad alcuni amministratori locali e giornalisti. Se le stazioni di Schio e Vicenza infatti hanno almeno il marciapiede a livello del piano treno, la pedana non è comunque omologata e quindi non viene usata. Nelle fermate intermedie della tratta ferroviaria Schio-Vicenza (ossia Marano Vicentino, Thiene, Villaverla, Dueville, Cavazzale e Anconetta) l’inaccessibilità è poi addirittura totale.

Eppure stiamo parlando di una questione che interessa in Italia oltre quattro milioni di cittadini che non ci stanno ad essere considerati ancora di serie B. Le persone con disabilità sono il 6,7% della popolazione, secondo una stima del Censis che prevede tra l’altro un trend in crescita: nel 2020 saranno 4,8 milioni (il 7,9% la popolazione) e raggiungeranno i 6,7 milioni nel 2040 (il 10,7%). Una fetta consistente di italiani che spesso, tuttavia, sembra ancora invisibile agli occhi della collettività.

Ma il problema diventa ancora più eclatante se si guardano i numero dei comuni toccati dalla linea ferroviaria: sono infatti 2.680 le persone con disabilità a Schio, 670 a Marano, 1.675 a Thiene, 402 a Villaverla, 938 a Dueville, 7.571 a Vicenza. Complessivamente nell’Alto Vicentino sono 6.365 i cittadini interessati, quasi 58 mila in tutta la provincia. Mettiamoci pure che una parte consistente di queste abbia delle forme di disabilità che non riguardano la deambulazione, ma rimane comunque una fascia di popolazione importante.

A toccare con mano stamattina i disagi che gli spostamenti in treno comportano, c’erano amministratori di Schio, Marano, Dueville, il sindaco di Villaverla Ruggero Gonzo e per la Provincia Mario Benvenuti, consigliere con delega ai trasporti. Con lo slogan “Io voglio prendere il treno in autonomia”, le associazioni hanno fatto presente a tutti come tutte le fermate ferroviarie da Schio al capoluogo non siano attrezzate per permettere l’accesso in autonomia al treno, in quanto manca la pedana che dovrebbe collegare la carrozza ferroviaria alla banchina. Nel denunciarlo, Fish Veneto (Federazione italiana superamento handicap) e Aniep Vicenza Onlus (Associazione nazionale per la promozione e la difesa dei diritti delle persone disabili) hanno ricordato come ciò contrasti con l’articolo 16 della Costituzione Italiana che sancisce e tutela la libertà di circolazione.

“Chiediamo a Trenitalia – ha affermato Maura Fontana di Aniep – di omologare e mettere in funzione da subito le pedane già presenti nei convogli che servono la tratta ferroviaria Schio-Vicenza: il treno Minuetto, attualmente in funzione, prevede già una porta di accesso riservato ai portatori di handicap con relativa pedana mobile per agevolare i disabili nell’accesso ma che in realtà non viene mai utilizzata poiché mancano le omologazioni. Va inoltre modificata l’altezza della banchina adattandola alla porta di accesso riservato ai portatori di handicap, nelle Stazioni in cui la banchina risulta fuori norma”. Intanto, qualcuno si attrezza con delle tavolette di legno che si porta da casa e che certo a norma non possono essere.

“Abbiamo richieste anche per la Rete Ferroviaria Italiana – aggiunge Dario Ceroni di Fish Vicenza –  ossia di adeguare le stazioni ferroviarie ai criteri di accessibilità, sia per quanto riguarda le banchine ferroviarie che i servizi igienici. Ai nostri sindaci chiediamo invece di supportare questa nostra richiesta e di sollecitare Trenitalia e Rfi affinché vengano realizzate al più presto le modifiche da noi proposte. Non chiediamo la luna, chiediamo soltanto di attuare quanto previsto dalla convenzione Onu per i diritti delle persone con disabilità”.

Mario Benvenuti, a nome della Provincia, ha risposto alle sollecitazioni delle due associazioni ricordando che il tema dell’elettrificazione della linea Schio-Vicenza gioca a favore di una soluzione del problema. “Rfi ha attenzione e risorse da mettere in campo – ha aggiunto – e come Provincia vogliamo mettere insieme le esigenze dei cittadini e l’attenzione dei Comuni per fare massa in questo senso. Inoltre Rfi ha istituito un servizio chiamato Spazio Blu al quale le persone con disabilità possono chiedere aiuto per salire e scendere dai treni: conviene approfittarne affinché non venga cancellato. Infine c’è poi anche il progetto Easy Station che riguarda 620 stazioni italiane, di nuova generazione, che avranno un sistema di mobilità integrata”.

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