Ulss 7, guasto di rete nei centri vaccino. E la prenotazione on line dei tamponi fatica a decollare

Ascolta l'audio
...caricamento in corso...

Giornata di passione oggi, nei centri di vaccinazione dell’Ulss 7 Pedemontana, a Bassano e a Schio, dove una interruzione sul nodo rete provinciale della linea dati di internet (Open Fiber) ha comportato disservizi che non sono dipesi dai sistemi informatici aziendali.

La causa era “attribuibile al guasto ad un nodo della rete dati che garantisce la connettività in alcune aree del territorio pedemontano”, spiega l’Ulss stessa. Dopo una breve attesa iniziale, quando è apparso evidente che il sistema non sarebbe stato ripristinabile in tempi brevi, gli operatori hanno iniziato a registrare le vaccinazioni degli utenti a mano, garantendo comunque il servizio, seppure con tempi per forza di cose rallentati.

Nel primo pomeriggio il sistema è stato ripristinato e la situazione è andata gradualmente risolvendosi. In ogni caso, spiega l’ufficio stampa dell’Ulss 7, tutti gli utenti che avevano una prenotazione per oggi sono stati vaccinati, seppure in alcuni casi con un’inevitabile attesa. “Ci dispiace per questo inconveniente, anche se ovviamente non è dipeso dall’azienda – ha commentato il direttore generale Carlo Bramezza -. Semmai vorrei sottolineare ancora una volta il grande lavoro svolto da tutti i nostri operatori sanitari, che oltre a garantire comunque le vaccinazioni hanno provveduto manualmente all’inserimento dei dati, anche ai fini del rinnovo del Green Pass degli utenti”.

File al punto tampone dell’ospedale di Santorso

Punti tampone: file e attese nonostante la prenotazione
Indipendentemente dai problemi di rete, che il sistema sia sotto pressione per la mole di attività da gestire è un dato di fatto ed è pure comprensibile. A questo si aggiungono però, su un altro versante, problemi di passaggio delle informazioni internamente e con gli altri soggetti coinvolti nelle attività di contrasto del contagio. Ne è la prova la situazione nei centri tampone: da ieri, 16 dicembre, è stata reinserita la necessità della prenotazione on line dell’appuntamento sia per i tamponi rapidi che molecolari, su impegnativa del medico di famiglia e dei pediatri di libera scelta. Una decisione resasi necessaria a causa delle tre ore medie di attesa riscontrate nelle ultime settimane, con utenti in fila in piedi al freddo nonostante (spesso) febbre e sintomi.

La comunicazione, passata ai media solo nel tardo pomeriggio del giorno precedente 15 dicembre, non è però mai giunta ai medici di medicina generale. Lo confermano, privatamente alcuni di loro: sono stati messi al corrente della nuova modalità, che li coinvolge in prima persona, dai pazienti stessi che necessitavano dell’impegnativa. Nessuna comunicazione dall’Ulss, ad esempio via mail, e qualche problema c’è stato pure nei flussi di comunicazione interna fra uffici e operatori sul campo. Tant’è che ieri mattina, primo giorno dell’attivazione della prenotazione on line, i disagi e le attese non sono mancati, con persone rimaste in file anche oltre tre ore, esattamente come accadeva senza prenotazione.

Il flusso di persone che necessitano di tampone, per sintomi e tracciamento in quanto contatto stretto, è molto alto: anche oggi ne sono stati effettuati quasi 3.300 in tutta l’Ulss, come evidenzia il report giornaliero. Negli ultimi giorni la media giornaliera supera i 500 i nuovi positivi riscontrati ogni giorno, dato che ha reso praticamente impossibile anche il tracciamento dei contatti stretti, se non quando si tratta di scolaresche.

I numeri di contagi e ricoveri
Intanto, i numero odierni segnano un ulteriore aumento dei ricoverati negli ospedali di Bassano, Santorso e nelle strutture secondarie di Malo e Marostica: sono 127, fra i quali sono saliti a 14 i pazienti che hanno bisogno di cure più impegnative, nei due reparti di terapia intensiva. Di questi 8 non sono vaccinati, con un’età media di 67 anni e una densità di ricoveri che raggiunge le 123 persone ogni 100 mila abitanti (mentre per i non vaccinati, l’età media è di dieci anni più alta e l’incidenza su 100 mila abitanti si ferma a 16). Complessivamente, i non vax ricoverati sono il doppio dei vaccinati.