CineMachine | Downsizing

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REGIA: Alexander Payne ● CAST: Matt Damon, Christoph Waltz, Hong Chau, Kristen Wiig, Rolf Lassgård, Udo Kier, Ingjerd Egeberg, Jason Sudeikis, Søren Pilmark, Maribeth Monroe, Neil Patrick Harris, Laura Dern, Margo Martindale, James Van Der Beek, Niecy Nash, Donna Lynne Champlin, Don Lake, Brigette Lundy-Paine ● GENERE: commedia, fantascienza, drammatico ● DURATA: 135 minuti ● DATA DI USCITA: 25 gennaio 2018 (Italia)

Downsizing del 2018 per la regia di Alexander Payne. Nuova puntata della nostra rubrica cinemachine. 

Storia: In un futuro non molto lontano, uno scienziato norvegese è riuscito a scoprire il segreto per il rimpicciolimento molecolare e con esso una probabile soluzione per il sovraffolamento e le sue conseguenze sull’ambiente. Paul Safranek (Matt Damon), un terapista occupazionale, e sua moglie Audrey (Kristen Wiig) decidono di provare questa nuova terapia per risolvere molti dei loro problemi finanziari e ricominciare una nuova vita insieme nel mondo miniaturizzato. Purtroppo le cose non andranno come i due si aspettavano e Paul si ritroverà a vivere un epopea tragicomica a sfondo ecologico tesa a rivalutare l’individuo come parte di un tutto.

La storia di piccoli uomini che si rivelano grandi, non giunge nuova al grande pubblico, ma questa storia a sfondo socio-ambientale non è certamente la solita minestra riscaldata.

Avevo già avuto modo di apprezzare i precedenti lavori del regista statunitense Alexander Payne, come A proposito di Schmidt (2002), Nebraska (2013) e Paradiso Amaro (2011), ma con Downsizing forse siamo giunti al film meno azzeccato nella filmografia finora citata. Lo stile di Payne è inconfondibile e il suo modo di raccontare i vizi e le contraddizioni della società americana attraverso un linguaggio satirico tanto divertente quanto tagliente è veramente inconfondibile. Il problema qui è la storia che non è riuscita a convincermi e a tratti l’ho trovata persino troppo infantile per il modo di affrontare delle tematiche sociali e ambientali piuttosto importanti nel panorama contemporaneo.

Come già preannunciato l’idea di base non era nuova, ma la sua ricontestualizzazione in un problema attuale come il sovraffolamento demografico in diverse zone del mondo che sta creando dei seri problemi dal punto di vista della gestione delle risorse e dell’impatto ambientale è servita a portare sullo schermo un film che ha dalla sua parte una buona messa in scena, personaggi godibili seppur appiattiti in certi momenti dello script.  

Un Matt Damon che riveste i panni di un uomo gentile e sensibile con una prova attoriale che oserei definire alquanto piatta. La vera stella di questa pellicola, a mia veduta, è l’attrice thailandese Hong Chau che è riuscita a dare profondità al personaggio della rivoluzionaria che fa di tutto pur di dare una mano alle persone in difficoltà. Comunque anche in questo frangente non mi sono voluto eccitare fin troppo. I due personaggi principali, finora descritti, fanno una bella accoppiata, divertente ed a tratti esuberante che accompagna piacevolmente il pubblico verso un happy end troppo dolciastro per miei gusti.

Il vero momento di quasi estasi che ho ricevuto da questa pellicola sono stati i momenti in cui in scena entrava Christoph Waltz piacevolmente accompagnato Udo Kier. Due tedeschi che sanno il fatto loro in merito a grandi feste e annunciazioni continue di apocalissi imminenti. Due personaggi che riescono a distanziarsi molto intelligentemente dal fanatismo ecologico, perché era questo che temevo, che Downsizing di Alexander Payne fosse un film fin troppo ambientalista, con una sceneggiatura e una storia più teorica e utopica che non correlata a problemi e soluzioni reali.

In questo film la soluzione è molto semplice: muovete il sedere e cominciate ad aiutare quelli che hanno più bisogno, senza cercare soluzioni di comodo come farsi rimpicciolire per vivere in un benessere economico che a tutto può portare, ma non alla capacità di vivere nel rispetto di sé stessi, degli altri e dell’ambiente che ci circonda.

Un film, a soldoni, godibile, ma che non mi ha entusiasmato più di tanto.       

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