Aperto e poi richiuso il valico di Rafah: transitati i primi 20 camion di aiuti

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Aiuti umanitari al valico di Rafah (Egitto). Credit: UN Photo/Eskinder Debebe

Il valico di Rafah, in Egitto, dopo che sono entrati nella Striscia i primi 20 convogli con gli aiuti, è stato richiuso. Dopo aver appreso dell’ingresso di aiuti umanitari a Gaza dall’Egitto, una cinquantina di palestinesi con doppia cittadinanza soprattutto egiziana sono sopraggiunti al valico di Rafah nella speranza di passare nel Sinai. Ma gli uffici del terminal passeggeri del valico sono rimasti chiusi e questi palestinesi, tra i quali ci sono anche molti bambini, non trovano interlocutori.


Il capo dell’agenzia umanitaria dell’Onu Martin Griffiths
, presente al Cairo per il Vertice per la pace, organizzato dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi con l’obiettivo di innescare una de-escalation del conflitto tra Israele e Hamas, dichiara: “Sono fiducioso che questa spedizione sarà l’inizio di uno sforzo sostenibile per fornire beni essenziali, tra cui cibo, acqua, medicine e carburante, agli abitanti di Gaza in modo sicuro, incondizionato e senza ostacoli”. Secondo i media egiziani invece le spedizioni odierne contengono cibo e aiuti medici ma non carburante, vitale nella Striscia di Gaza.

Il capo dell’ufficio comunicazioni di Hamas, Salama Maruf, riferendosi ai camion di aiuti entrati dall’Egitto attraverso il valico di Rafah, ha detto: “Questo convoglio limitato non sarà in grado di cambiare il disastro umanitario che sta vivendo la Striscia di Gaza. È importante stabilire un corridoio sicuro che funzioni 24 ore su 24 per soddisfare i bisogni umanitari e i servizi essenziali che non ci sono più e per consentire ai feriti di partire per ricevere cure”.

Anche la premier italiana Giorgia Meloni è atterrata a Il Cairo, per partecipare al vertice internazionale per la pace. Poi la Meloni volare nel pomeriggio in Israele per una breve visita a Tel Aviv per incontrare il primo ministro Benjamin Netanyahu.

Intanto secondo Adele Khodr, direttore regionale Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa, in due settimane di bombardamenti a Gaza, oltre 1.600 bambini sarebbero stati uccisi e più di 4.200 sarebbero rimasti feriti. “L’uccisione e la mutilazione di bambini, gli attacchi su ospedali e scuole e la negazione dell’accesso umanitario costituiscono gravi violazioni dei diritti dei bambini. L’umanità deve prevalere”.