Conflitto russo ucraino, Putin: “Pronti ai negoziati su base accordi di Istanbul 2022”

La Russia è pronta a colloqui di pace con l’Ucraina sulla base degli accordi di Istanbul del 2022, ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin. “La Russia, come è stato ripetutamente affermato, è pronta a colloqui di pace con l’Ucraina. Siamo pronti sulla base degli accordi raggiunti a Istanbul e siglati dalla delegazione ucraina”, ha detto Putin durante un incontro con membri del governo russo. “Non vedo alcun motivo per cui dovremmo discostarci da questi accordi”, ha aggiunto
Il leader del Cremlino ha anche affermato che gli accordi raggiunti ad Anchorage e la realtà sul campo devono essere presi in considerazione nei negoziati con Kiev. “Sulla base degli accordi raggiunti a Istanbul, delle modalità discusse ad Anchorage e della realtà sul campo. E anche in base al principio che ho delineato un paio di anni fa durante il mio discorso al ministero degli Esteri russo”, ha affermato Putin. “Procederemo partendo da quanto già stabilito. Continueremo ad avanzare con fiducia in tutti i settori, garantendo la sicurezza dei nostri cittadini. Affronteremo le questioni economiche a livello nazionale e in tutte le regioni della Russia, basandoci su quanto stiamo facendo in termini di stabilizzazione economica, finanze pubbliche e rafforzamento delle Forze Armate russe”, ha concluso il presidente russo.
Putin e Alexander Lukashenko, prevedono “di avere contatti a breve” per discutere delle minacce del leader ucraino Volodymyr Zelensky di intervenire contro la Bielorussia se non smantellerà i sistemi ripetitori che, a suo parere, vengono utilizzati per guidare gli attacchi dei droni russi. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.
La campagna di bombardamenti ucraini contro il settore energetico russo si abbatte con ferocia sulla Crimea occupata, dove cinque persone sono morte denunciano le autorità filorusse. Gli attacchi – tra i peggiori sul territorio negli ultimi mesi – hanno preso di mira “la logistica militare, l’industria petrolifera e la difesa aerea”, ha rivendicato Zelensky.
Intanto il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, è tornato ad attaccare i leader di Unione Europea e Nazioni Unite, durante un incontro con gli ambasciatori russi, accusando Bruxelles di avanzare richieste irrealistiche sul conflitto in Ucraina. Secondo il capo della diplomazia russa, le richieste di uno stop immediato dei combattimenti prima che Mosca completi la conquista dell’intera regione del Donbass “fanno dubitare delle capacità mentali dei leader europei”. Lavrov ha inoltre definito “persone tristi” il personale dell’ufficio del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres.
Sul conflitto, Lavrov ha ribadito la linea del Cremlino secondo cui sarebbe Kiev a bloccare i negoziati, affermando di essere “pronti a riprenderli in qualsiasi momento dal punto in cui erano stati interrotti”, ribadendo però la richiesta di concessioni territoriali da parte ucraina e definendo le aree della regione di Donetsk ancora controllate da Kiev “territori trattenuti illegalmente”.
Lavrov ha inoltre respinto i tentativi di mediazione occidentali, accusando i Paesi europei di armare l’Ucraina con “denaro russo rubato”, in riferimento agli asset russi congelati all’estero, e sostenendo che gli europei vogliano schierare in Ucraina “truppe di occupazione”. Riguardo alle Nazioni Unite, il ministro ha dichiarato che “tutte le posizioni chiave nell’ufficio del segretario generale sono state privatizzate dai membri della Nato e dell’Unione Europea”, aggiungendo che la situazione potrà cambiare soltanto con l’elezione di un nuovo segretario generale.