Crans-Montana, le immagini del rogo ora visionabili dai familiari delle vittime

Quanto accaduto nella notte di Capodanno nel bar le Constellation di Crans-Montana potrà essere visionato ora anche dai familiari delle vittime. La sequenza video, montata dagli investigatori utilizzando le immagini delle videocamere interne e di quelle installate nelle strade intorno al locale, era stata tenuta segreta fino ad oggi. Nei filmati vengono documentati in particolare gli 8 minuti cruciali in cui è avvenuta la tragedia, dal 1.20 fino all’1.28 del primo gennaio, quando il circuito ha cessato di funzionare. L’inizio dell’incendio, che ha causato 41 vittime e 115 feriti, è collocato pochi secondi dopo l’1.26. Saranno messe a disposizione degli indagati e delle parti civili anche le fotografie scattate dalla polizia durante i primi rilievi all’interno del Constellation.
Parti civili e indagati potranno dunque visionare il materiale raccolto e montato dalla polizia svizzera. Nel frattempo, il lavoro giudiziario prosegue tra nuovi interrogatori previsti a maggio, anche ai coniugi Moretti. Lo ha annunciato l’avvocato Alessandro Vaccaro, legale della famiglia di Emanuele Galeppini, il giovane golfista genovese tra le vittime della strage. Secondo l’avvocato, sul piano delle responsabilità e dei risarcimenti, le recenti dichiarazioni istituzionali dalla Svizzera sono destinate a pesare nelle future valutazioni.
Resta aperto proprio il delicato fronte dei costi sanitari. La Svizzera continua a tirare dritto, ribadendo la propria posizione attraverso l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, sostenendo che gli accordi internazionali di assistenza reciproca si applicano anche alle vittime del rogo. La direttrice Doris Bianchi ha confermato la linea sottolineando che gli accordi vanno rispettati e le spese devono essere regolate secondo il principio di reciprocità tra Stati. Una posizione che si scontra con quella italiana. L’ambasciatore a Berna, Gian Lorenzo Cornado, aveva chiarito che Roma non intende farsi carico dei costi richiesti. L’Italia, anche con la dichiarazione della stessa premier Giorgia Meloni che si era definita “scioccata”, ha poi rivendicato il ruolo della propria protezione civile nei soccorsi e una responsabilità condivisa nella gestione dell’emergenza.