Iran, Trump rassicura. Ma minaccia conseguenze in caso di mancato accordo

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È durato 19 minuti l’atteso discorso di Donald Trump che nella notte italiana ha parlato alla Nazionale. “Siamo sul punto di mettere fine alla minaccia dell’Iran contro l’America”, ha detto il presidente americano dalla Casa Bianca, spiegando il perché della guerra e assicurando che sarà colpita l’Iran ancora per due o tre settimane. Praticamente quanto già trapelava nelle ore precedenti al discorso. Per Trump, questa guerra è un “investimento” nel futuro dei loro figli.

Possibile anche che non si arrivi a un accordo entro i termini del conflitto. In quel caso Trump minaccia di colpire “i loro impianti elettrici”. Poi aggiunge: “Gli obiettivi militari sono vicini all’essere completati, il lavoro è quasi completato”. “Sto facendo quello che nessun altro presidente era disposto a fare. Loro hanno fatto errori, io li sto correggendo”, ha detto puntando il dito contro il “disastroso” accordo sul nucleare con Teheran di Barack Obama.

Tra le altre cose, Trump ha fatto anche un breve accenno all’impatto economico del conflitto, spiegando che i rincari della benzina “sono di breve termine”. Quindi ringraziato gli alleati in Medio Oriente e puntato il dito contro i paesi che ottengono il loro petrolio tramite lo Stretto di Hormuz. “Noi non ne importiamo e non ne importeremo. Non ne abbiamo bisogno. Abbiamo decimato l’Iran economicamente e militarmente e ora i paesi che ricevono il greggio dallo Stretto dovrebbero prendersene cura. Andate allo Stretto e prendetelo”, ha ribadito insistendo sull’idea che il passaggio riaprirà naturalmente una volta che la guerra sarà finita.