La Parata della Vittoria a Mosca: Russia e Ucraina concordano una breve tregua

A Mosca quello di oggi (9 maggio) è il giorno della Parata per la Vittoria. L’evento, alla presenza del presidente Vladimir Putin, commemora l’81esimo anniversario della vittoria sul nazifascismo e si è aperto con la tradizionale parata sulla piazza Rossa della città russa. Alla sfilata sono state portate la bandiera russa e quella dell'Unione Sovietica, presentata come quella innalzata a Berlino il giorno in cui le truppe di Mosca presero il controllo della capitale del Terzo Reich. L'esempio dei soldati sovietici che diedero la vita per sconfiggere il nazifascismo, oggi “ispira i soldati che svolgono il loro dovere nell'operazione militare speciale” in Ucraina e “resistono contro una forza aggressiva che è sostenuta dall'intero blocco della Nato”, ha detto Putin davanti alla folla presente alla parata, alla quale partecipano anche i veterani del conflitto in Ucraina.

Toni minori. La parata quest'anno si è svolta senza il dispiegamento di equipaggiamenti militari. Complici i timori legati alla sicurezza e i blocchi dei servizi di telefonia mobile e delle connessioni internet. Al termine della parata il presidente Putin, accompagnato dai pochi ospiti stranieri presenti, tra i quali il suo omologo bielorusso Alexander Lukashenko e kazako, Kassim-Jomart Tokayev, si è recato sulla Tomba del milite ignoto, sotto le mura del Cremlino, appena fuori dalla Piazza Rossa, per deporre fiori in onore dei caduti in quella che in Russia è conosciuta come la Grande guerra patriottica.

La tregua in Ucraina. In occasione della parata Russia e Ucraina hanno concordato una tregua che si estende da oggi e fino a lunedì 11. Donald Trump auspica “un'estensione significativa” di questo cessate il fuoco: “Mi piacerebbe vedere Russia e Ucraina fermarsi”, ha detto il presidente Usa parlando alla Casa Bianca. Trump ha parlato coi presidenti Putin e Zelensky che hanno acconsentito a questo breve periodo “in cui non si uccideranno, che è molto positivo”, aggiungendo che i due leader ucraino e russo “hanno anche accettato di restituire 1000 prigionieri da ciascuna parte”.