L’Opac conferma: il 4 aprile in Siria fu usato gas ‘Sarin’

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Gli esperti dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche hanno confermato in un rapporto d’inchiesta l’utilizzo di gas sarin o comunque ‘tipo sarin’ nell’attacco del 4 aprile scorso in Siria, che causò 87 morti e scatenò la reazione americana contro il leader siriano Bashar al Assad con il lancio di 60 missili, che colpirono la presunta base di partenza dell’attacco. Nel ‘rapporto riservato’ di cui la France Presse ha potuto leggere alcune parti, si evidenzia che: “un gran numero di persone, alcune delle quale sono morte, sono state esposte a sarin o a un prodotto tipo sarin”
Ora il rapporto servirà come base ad una commissione congiunta Onu-Opac per stabilire il responsabile del raid, che Washington ha attribuito a Damasco, scatenando la reazione piccata sia del governo siriano che di Mosca. Il rapporto riservato, di cui dà notizia anche la Bbc, è circolato tra i membri dell’Opac ma non è stato diffuso pubblicamente.
Intanto il leader siriano Bashar al Assad continua a negare ogni responsabilità per la strage di Khan Sheikoun, ma il leader siriano non sarebbe nuovo all’utilizzo di questo tipo di ‘strumenti’. Lo scorso anno un rapporto congiunto Onu e Opac ha infatti già accusato Damasco per almeno due attacchi con il cloro nella provincia di Idlib, contro la città di Talmenes il 21 aprile 2014 e contro la città di Sarmin il 16 marzo 2015. Lo stesso documento ha accusato il sedicente Stato Islamico per l’uso di gas mostarda in almeno un’occasione, il 21 agosto 2015 a Marea, nella provincia di Aleppo.
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