Sparatoria alla cena di Trump con i giornalisti: preso l’attentatore

Attimi di incredulità e sgomento a Washington. All’hotel Hilton si stava svolgendo la cena con i corrispondenti alla Casa Bianca alla presenza del presidente americano Donald Trump accompagnato dalla first lady Melania e dal vice J.D. Vance. Ad un tratto si sono uditi degli spari provenienti dalla lobby dell’hotel. Le telecamere immortalano un uomo che a tutta velocità tenta di eludere la sorveglianza sparando ad un agente, salvato dal giubbotto antiproiettile.
L’attentatore è stato immobilizzato. Si tratta di un 31enne Californiano. Il suo nome è Cole Tomas Allen ed è un insegnante presso la C2 Education, che offre consulenza per l’ammissione al college e servizi di preparazione ai test per studenti. Secondo il suo curriculum online, nel 2017 ha conseguito una laurea in ingegneria meccanica presso il California Institute of Technology di Pasadena. Sul social network LinkedIn, c’è una sua foto con toga e tocco dopo aver conseguito un master in informatica presso la California State University-Dominguez Hills. Secondo i registri federali, Allen ha donato 25 dollari a un comitato politico democratico per la candidatura di Kamala Harris alla presidenza nel 2024. Dovrebbe comparire in tribunale già domani. I Servizi Segreti statunitensi stanno effettuando un’analisi approfondita del passato e delle reti dell’imputato per comprendere meglio le sue motivazioni. L’uomo avrebbe acquistato legalmente le sue due armi da fuoco nel 2023 e nel 2025.
L’agente ferito dal colpo di Allen è già stato dimesso dall’ospedale. Lo ha riferito un portavoce del Secret Service.
L’Hotel Hilton di Washington non è nuovo ad episodi simili. Il 30 marzo 1981 il presidente Ronald Reagan fu ferito in un attentato all’uscita dello stesso hotel, subito dopo un evento pubblico. A sparare fu John Hinckley Jr. Reagan venne colpito a un polmone e trasportato d’urgenza in ospedale, dove fu sottoposto a un intervento chirurgico che gli salvò la vita.
In un post su Truth Trump coglie l’occasione per ribadire l’importanza della nuova ballroom. Per il tycoon se la nuova sala da ballo della Casa Bianca fosse stata già pronta, nessuno avrebbe aperto il fuoco contro il presidente degli Stati Uniti e i suoi funzionari. La nuova ballroom, ha aggiunto Trump, classificata come “top secret militare”, oltre a essere “splendida” sarà “dotata di ogni possibile dispositivo di sicurezza di altissimo livello”. In conferenza stampa ha ringraziato il Secret Service, ha parlato dell’attentatore come di una persona malata e poi ha aggiunto che “il mondo ha bisogno di pace”.
Solidarietà a Trump dai leader mondiali. “Nessun odio politico può trovare spazio nelle nostre democrazie” ha dichiarato la premier Giorgia Meloni esprimendo solidarietà e vicinanza al presidente Trump, alla First Lady Melania, al vice presidente Vance e a tutti i presenti. L’ex speaker della Camera ed esponente democratica statunitense Nancy Pelosi ha definito la sparatoria un “orribile atto di violenza”. Condanna anche dal sindaco di New York Zohran Mamdani: “La violenza politica è assolutamente inaccettabile”. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif si è detto “profondamente sconvolto dalla sparatoria”. Il premier britannico Keir Starmer in una telefonata diretta a Donald Trump ha espresso il suo “sollievo” per il fatto che il presidente americano e la first lady Melania siano rimasti illesi. “Lieto che Trump non sia ferito, in democrazia non c’è posto per violenza” ha dichiarato anche il leader turco Erdogan.