I giovani di don Francesco, lo sport di Alberto. Chi erano le due vittime dello schianto in Spv

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Avevano in comune l’impegno per i ragazzi e le ragazze, don Francesco Andreoli e Alberto Fioretto, morti ieri – giovedì 25 giugno – nello schianto nella galleria di Malo della Superstrada Pedemontana Veneta.

Don Francesco,
Don Francesco Andreoli
, salesiano di quasi 37 anni (li avrebbe compiuti il prossimo 17 luglio), originario di Verona, era sacerdote dal 2018. Era arrivato a Schio da circa 8 anni ed era il responsabile dell’oratorio don Bosco. Instancabilmente a servizio dei ragazzi e delle ragazze che lo frequentavano, era diventato un punto di riferimento non solo per loro, ma anche per educatori, genitori e famiglie. Una figura luminosa, solare, ispirante., “costruttore di comunità”, come lo ha definito il consigliere regionale Carlo Cunegato.
“So che Dio si prende cura di me”, aveva spiegato in una intervista. Solo due giorni prima aveva coordinato l’incontro dell’ex campione del mondo di calcio Gigi Buffon con i ragazzi dell’oratorio.

Alberto Fioretto: gli studi al Chilesotti, la passione per l’atletica
Al momento dell’incidente, avvenuto ieri mattina nella Strada Pedemontana all’altezza di Malo, con il sacerdote c’era anche Alberto Fioretto, animatore all’oratorio dei salesiani di Schio e promessa della Novatletica Città di Schio. Alberto, che studiava all’Itis Chilesotti di Thiene, nello sport prediligeva le discipline del fondo e attualmente correva con la maglia di Atletica Pedemontana Veneta, consorzio di società vicentine in cui è inseirto la Novatletica e in cui confluiscono i ragazzi dalla categoria Allievi in poi.

Il supporto psicologico ai ragazzi e le ragazze del Grest
Don Francesco e Alberto stavano raggiungendo i ragazzi e le ragazze del Grest dei Salesiani per una giornata di divertimento a Gardaland. La comitiva è stata fatta rientrare ed è stato predisposto subito un supporto psicologico con alcune psicoterapeute specializzate nei traumi e nelle emergenze collettive, che hanno atteso tutti al palazzetto di via Marconi per avviare un intervento con la tecnica Emdr, come previsto dalle evidenze scientifiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, per contenere le conseguenze negative del trauma vissuto.

Il Vescovo a Monte Berico con due gigli bianchi
“Davanti a queste tragedie non ci sono parole”, ha detto il vescovo Giuliano Brugnotto alla notizia della morte di don Francesco Andreoli, salesiano in servizio a Schio, e di Alberto Fioretto, animatore sedicenne che viaggiava in auto con il sacerdote.” Esprimo, a nome della diocesi di Vicenza, la vicinanza e la preghiera – ha continuato il Vescovo – alle famiglie di Alberto e di don Francesco, ai salesiani e alla comunità di Schio, dove erano entrambi molto conosciuti. Questa mattina sono salito a Monte Berico per celebrare una Santa Messa e presentare a Maria due gigli bianchi. Maria conosce il dolore di una madre e il silenzio che avvolge la croce. A Lei ho affidato le famiglie di don Francesco e di Alberto, le comunità salesiane, l’oratorio di Schio, i ragazzi, gli animatori e tutta la città di Schio. I due gigli che ho deposto ai piedi della Madonna dicono proprio questo: due vite fragili ma preziose; due vite spezzate e tuttavia non distrutte perché nelle mani di Dio; due vite affidate alla purezza e alla misericordia di Dio”.

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