Ucraina, bombardamenti su Kiev e Lugansk. Oggi ripartono i negoziati

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L’ennesima notte di bombardamenti apre il ventesimo giorno di guerra in Ucraina. Violente esplosioni – almeno tre – sono avvenute verso le 5 in una zona residenziale di Kiev e sono state sentite in tutta la città. Ad essere colpito, tra gli altri, è stato un palazzo di dieci piani: molti gli appartamenti in fiamme e almeno due le vittime. Almeno 4 persone sono invece rimaste uccise durante i bombardamenti russi nella città ucraina di Rubezhnoye, nella regione del  Lugansk, che hanno colpito e distrutto un  collegio per non vedenti, un ospedale cittadino, tre scuole e altre strutture militari. Le forze armate russe hanno preso inoltre il controllo dell’intero territorio della regione di Kherson.

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica riferisce intanto che è stata ripristinata la fornitura di elettricità  presso la centrale nucleare di Chernobyl.  Approvati oggi 9 corridoi umanitari, che evacueranno i civili dalle città e dai villaggi delle regioni di Donetsk, Kiev, Sumy e Kharkiv.

E oggi, dopo una “pausa tecnica”, riprendono i colloqui tra le delegazioni russa ed ucraina che si incontreranno ancora (in videoconferenza) per cercare di trovare un accordo che metta fine al conflitto. I rappresentanti di Kiev continuano a rinnovare la richiesta di un immediato ‘cessate il fuoco’ e del ritiro delle truppe russe dal loro territorio mentre Mosca minaccia di prendere il controllo delle città.

Tensione anche nel vertice di Roma tra Usa e Cina:
la lunga maratona tra il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan e il responsabile della politica estera cinese Yang Jiechi, non ha portato ai risultati sperati: gli Stati Uniti temono che Pechino voglia fornire armi a Putin ma la Cina chiarisce che il suo ruolo è “promuovere i negoziati di pace per l’Ucraina” e che non vuole “essere colpita” dalle sanzioni alla Russia. 

I premier di Polonia, Repubblica Ceca  e Slovenia, si recheranno oggi a Kiev per incontrare il presidente ucraino Zelensky. “Lo scopo della visita – si legge in una nota del governo polacco –  e’ confermare l’inequivocabile sostegno  dell’intera Unione Europea alla sovranita’ e all’indipendenza  dell’Ucraina e presentare un ampio pacchetto di sostegno allo  Stato e alla societa’ ucraini”.

Nel frattempo il  Consiglio Ue  ha dato via libera al quarto pacchetto di sanzioni contro la Russia
per l’aggressione all’Ucraina, decise in coordinamento con gli Usa. Pacchetto che prevede, tra  l’altro, il divieto totale di qualsiasi transazione con alcune  imprese statali russe in diversi settori, colpendo il complesso  militare-industriale del Cremlino; il divieto di importare alcuni prodotti siderurgici, cosa che dovrebbe costare alla Russia 3,3 miliardi di euro di ricavi, e il divieto di esportare beni di lusso in Russia dall’Ue.