Addio a Francesco Guccini, il cantautore aveva 86 anni

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Il mondo della musica è in lutto. Si è spento questa mattina, a Pavana, circondato dall’affetto della moglie Raffaella, della figlia Teresa e dei familiari, Francesco Guccini, uno degli intellettuali e cantautori più importanti della cultura italiana del secondo Novecento, una voce che per oltre 50 anni ha intrecciato musica, letteratura e impegno civile. Aveva 86 anni. Le sue condizioni di salute, non buone negli ultimi tempi, sono peggiorate rapidamente ieri sera. La famiglia ha annunciato che, come da volontà del cantautore, i funerali si svolgeranno in forma privata nei prossimi giorni, mentre in settembre è prevista una cerimonia pubblica per permettere a chi lo ha amato di salutarlo.

Nato a Modena il 14 giugno 1940, Guccini si trasferisce a Bologna nel 1961, città che diventerà il cuore della sua vita artistica e umana.
Da adolescente inizia a suonare la chitarra, le sue prime canzoni arrivano già alla fine degli anni Cinquanta. Va all’università ma non arriva mai alla laurea, un aneddoto che lui stesso trasformerà anni dopo in versi ironici sulla propria “materia di studio infinita”. In quegli anni lavora anche come giornalista e, dal 1965, insegna per un ventennio italiano alla sede bolognese del Dickinson College.

Il debutto ufficiale nel 1967 con l’LP Folk Beat n. 1. Nell’arco di una carriera lunga oltre cinquant’anni pubblica più di venti album, diventando una delle voci più rappresentative della canzone d’autore italiana. Tra i suoi brani più celebri figurano La locomotiva ed Eskimo, canzoni di forte impegno civile e politico.  In “L’avvelenata”, che diventò la più famosa canzone di Guccini, se la prese con la critica musicale e con le ipocrisie del mondo discografico.

Ha scritto anche per altri, in particolare per i Nomadi, che interpretarono le sue primissime canzoni e le fecero conoscere a migliaia di persone: “L’atomica cinese, Noi non ci saremo”, “Dio è morto” e “Canzone per un’amica”, tra le altre.

Dalla fine degli anni Ottanta Guccini iniziò a scrivere saggi e romanzi, spaziando dallo studio dei dialetti ai gialli scritti con Loriano Macchiavelli. Nel 2012 dopo il disco L’ultima Thule annunciò il ritiro, anche dai concerti, ma poi nel 2022 era tornato in studio per registrare Canzoni da intorto. L’ultimo album in studio del ‘Maestrone’, Canzoni da osteria, è uscito nel novembre 2023 ed è stato certificato disco d’oro.