Delitto Garlasco. La procura chiude le indagini: “Chiara Poggi uccisa da Andrea Sempio”

Delitto di Garlasco, la Procura di Pavia ha chiuso le indagini nei confronti di Andrea Sempio, ritenendo sia lui il responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto del 2007. Secondo i pm, il movente sarebbe legato al rifiuto a un’avance da parte del ragazzo che, probabilmente con un martello, l’ha poi colpita almeno 12 volte. Le aggravanti contestate sono la crudeltà e i motivi abietti. Ai legali di Sempio è arrivata la notifica della chiusura dell’inchiesta.

Dopo una iniziale colluttazione”, Sempio, secondo la Procura,” colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente, facendola cadere a terra”. Quindi, “la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina” e, dopo che la ventiseienne “provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi” sempre alla testa “facendole perdere i sensi”.

A seguito di ciò, “spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi” ancora alla nuca, “cagionando” a Chiara Poggi “lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso”.

La procura di Pavia provvederà a inoltrare alla procuratrice generale di Milano Francesca Nanni “l’atto contestato all’indagato nel corso del suo interrogatorio del 6 maggio illustrativo e riassuntivo dei nuovi elementi probatori, raccolti a seguito della riapertura delle indagini 2016-2017, per l’eventuale esercizio di ogni sua prerogativa”, si legge in una nota del procuratore di Pavia Fabio Napoleone che lo scorso 24 aprile aveva incontrato proprio la procuratrice Nanni per anticiparle la questione.

Contro Sempio c’è la perizia secondo cui il Dna è compatibile (con la linea maschile) con quello trovato sulle unghie della vittima e l’impronta 33 lasciata, a dire di chi indaga, dall’assassino sulla scala dove Chiara Poggi è stata ulteriormente colpita alla testa. Impronta che per i consulenti dell’indagato non è attribuibile a lui.

 Gli inquirenti che indagano sul delitto di Garlasco registrano una “modificazione” del contenuto delle testimonianze rese da Marco Poggi, fratello di Chiara, nell'arco di 18 anni e confermate fino a 2 mesi prima. Lo rende noto sui suoi profili social il Tg1, secondo cui, nelle carte dell'inchiesta, i carabinieri definiscono Marco Poggi “ostile” e alle prese con una “costante difesa d'ufficio di Andrea Sempio”, di cui è da sempre amico. “Io capisco che fate il vostro lavoro – le parole di Poggi durante l'interrogatorio del 20 maggio 2025 – però in questa situazione mi state influenzando” (..) “non so cosa rispondere perché se do una risposta poi questo scrive .. omissis.. non riesco neanche a finire la frase”.