Eruzione Etna: ancora disagi all’aeroporto di Catania. Stop ai voli fino a domani

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Permangono i disagi all’aeroporto di Catania chiuso a causa dell’attività eruttiva dell’Etna. La nube di cenere emessa dall’attività esplosiva presente al cratere Voragine ha messo in ginocchio lo scalo internazionale Vincenzo Bellini.

Lo stop è stato prolungato fino alle 2 del mattino di domani 14 agosto. “I passeggeri sono pregati – si legge in una nota della Sac -, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore”.

Quattro giorni di sospensione dei voli che hanno creato pesantissimi disagi ai viaggiatori. Il Codacons denuncia anche rincari sospetti nel settore dell’ autonoleggio all’aeroporto, con tariffe proibitive per chi prova a prenotare per poche ore una vettura presso le agenzie che operano allo scalo Fontanarossa, per raggiungere in auto gli altri scali della Sicilia. Il Codacons ha quindi deciso di presentare un esposto all’Autorità per la concorrenza chiedendo di aprire un’indagine sulle tariffe del servizio autonoleggio praticate presso l’aeroporto di Catania nei giorni  dell’emergenza.

Conta dei danni anche per Assoesercenti, “tra i 12,8 e 24 milioni di euro”,  precisando che si tratta di una stima del volume di spesa potenzialmente esposto, e non della quantificazione del danno economico effettivamente subito dalle imprese. Il danno reale potrà infatti “essere determinato soltanto attraverso una rilevazione diretta presso le attività interessate, tenendo conto di cancellazioni, mancati arrivi, soggiorni abbreviati, rimborsi, costi di riprotezione, servizi non fruiti e perdita effettiva di fatturato”.

L’associazione propone la creazione di un ‘Piano Etna – Continuità Turistica’, “con una cabina di regia permanente che coinvolga SAC, ENAC, ENAV, Regione Siciliana, Protezione civile, gli aeroporti di Palermo, Comiso e Trapani, compagnie aeree, Trenitalia e rappresentanze delle imprese turistiche”.

Secondo il ministro Nello Musumeci, l’aeroporto di Catania sarebbe “fuori posto”. Dichiarazioni che hanno subito acceso la polemica politica. Il governatore Renato Schifani sottolinea che “la Regione, pur non avendo prerogative sulla gestione del traffico aereo, sta collaborando con le società con collegamenti straordinari e attivando la Protezione civile”.

Davanti alla prospettiva di spostare lo scalo, l’ad di Sac Nico Torrisi si mostra scettico: “A Musumeci non ho nulla da dire. Il progetto di spostare l’aeroporto è già stato bocciato dagli enti preposti. Inoltre, farlo non cambierebbe nulla visto che la cenere è arrivata fino a Malta”. E propone: “Le cose da fare sono altre. Noi miglioreremo i trasporti tra gli aeroporti, ma servono autostrade e treni che li colleghino”.

Poi l’affondo di Torrisi  nei confronti delle compagnie aeree, ritenute responsabili, secondo l’ad, dei disagi dei passeggeri: “Molti non hanno fornito l’assistenza di terra che avrebbero dovuto prestare ai loro passeggeri. Non li hanno informati, e anche alberghi e pasti sarebbero a loro carico. Ma la verità è che molti cittadini sono stati lasciati soli dai vettori, e noi abbiamo fatto di tutto per supplire a questa latitanza”.