La messinscena di Rogoredo: fermato per omicidio volontario l’agente di polizia Cinturrino

E’ stato fermato Carmelo Cinturrino, assistente Capo della Polizia di Stato e gravemente indiziato del reato di omicidio volontario di Mansouri Abderrahim, con precedenti per spaccio. I fatti sono avvenuti nel parco di Rogoredo il 26 gennaio scorso.
Il provvedimento, spiega la Procura, si fonda anche su accertamenti “di natura tecnico scientifica, che hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’evento”. Le indagini hanno accertato che quella pistola, poi risultata una replica a salve, sarebbe stata messa successivamente sul luogo del delitto.
Cinturrino, infatti, avrebbe detto al collega, che era poco dietro di lui quando ha sparato, di andare in commissariato a prendere uno zaino e lì dentro ci sarebbe stata quella pistola. Durante l’interrogatorio, l’assistente capo aveva raccontato di aver sparato un colpo perché lui impugnava una pistola e gliela aveva puntata contro. Aveva parlato, dunque, di legittima difesa e “paura”. Lo stesso 42enne avrebbe mentito ai colleghi dicendo di aver subito allertato i soccorsi e invece lo avrebbe fatto 23 minuti dopo. Dalle testimonianze di amici e conoscenti della vittima, sarebbe anche emerso che il 28enne nell’ultimo periodo aveva paura di Cinturrino e avrebbe avuto anche l’intenzione di denunciarlo, perché lo avrebbe taglieggiato chiedendogli il pizzo.
I legali dei familiari di Abderrahim Mansouri hanno commentato: “Il fermo di Cinturrino è il giusto epilogo in uno Stato di diritto, dove la magistratura può indagare liberamente e senza alcun tipo di costrizione. Non credo abbia fatto tutto da solo, credo che sia stato fortemente aiutato dai suoi colleghi e quindi questo è il momento giusto per i suoi colleghi, se hanno un briciolo di coscienza, di dire tutta la verità su cosa è accaduto quell’orribile giorno a Rogoredo. Questo è il momento giusto”.