Migranti. Vietato l’ingresso nei porti italiani a MSF. Profughi trasferiti al largo

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Arrivano le prime conseguenze per le ong che non hanno firmato il codice di comportamento voluto dal Viminale. La nave Prudence di Medici Senza Frontiere, che ieri aveva soccorso in mare 127 persone, non ha potuto attraccare al porto di Lampedusa perché gli è stato negato l’accesso. Ad accompagnare i migranti sull’isola sono state due imbarcazioni della Guardia Costiera. L’incontro tra MSF e le navi italiane è avvenuto a 33 miglia a sud dell’isola, fuori dalle acque territoriali.

Le parole del presidente di MSF. “Proseguiamo i salvataggi in mare – ha detto il presidente Loris De Filippi – in totale coordinamento con la Guardia Costiera. Ma se ci dicono di fermarci, andremo altrove”. Di fronte all’ipotesi irregolarità commesse dai loro equipaggi lo stesso De Filippi è categorico: “Abbiamo salvato 69mila persone, se una Ong si è comportata male le altre hanno seguito le regole. Non è che prima del codice del Viminale ci fosse l’anarchia”.

Le squadre della Guardia Costiera libica hanno intanto tratto in salvo 600 migranti davanti alle coste del Paese. La principale operazione di salvataggio, si legge su media online, è avvenuta al largo di Sabratah dove sono state salvate 462 persone che erano a bordo di due gommoni. Tra loro, tunisini, marocchini, algerini, libici e sudanesi.

Intanto Famiglia Cristiana ha scritto, su firma del giornalista Andrea Palladino, che c’è la possibilità concreta che ci sia un legame tra l’indagine sulla Iuventa e l’operazione anti-migranti dell’organizzazione di destra Defend Europe. La connessione sarebbe il contatto tra la società di sicurezza privata Imi Security Service di Cristian Ricci (i contractor che hanno denunciato a Trapani le presunte anomalie della nave della ong tedesca) con Gian Marco Concas, l’ex ufficiale della Marina passato a Generazione identitaria, il gruppo di destra che ha lanciato la campagna Defend Europe contro gli sbarchi di migranti.

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