l tribunale di Torino boccia la sospensione della pena a Mario Roggero

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Mario Roggero resta in carcare. L’Ufficio di Sorveglianza di Torino ha respinto l’istanza di differimento della pena presentato dai legali del gioielliere di Grinzane Cavour detenuto nel penitenziario di Bollate (Milano) dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due dei tre rapinatori che avevano assaltato la sua gioielleria nel 2021.

La magistrata di sorveglianza, Elena Massucco, spiega che “questo tipo di istanze è funzionale per pene detentive brevi” e che il differimento è “applicabile solo quando la pena non è ancora iniziata e non quando è già in corso”, come in questo caso: Roggero, infatti, si è costituito al carcere di Bollate venerdì pomeriggio, poche ore dopo la presentazione dell’istanza di differimento pena per grazia. “In ogni caso l’istanza non può essere accolta – precisa la giudice nelle motivazioni – perché non si ravvisa né sono state indicate dalla difesa le circostanze di necessità e di urgenza indispensabili per provvedere cautelativamente in questa sede, dovendo demandare ogni valutazione al tribunale di sorveglianza”.

L’Associazione nazionale dei magistrati lancia intanto l’ennesimo allarme per le continue intimidazioni a seguito delle polemiche per la vicenda Roggero parlando di minacce, insulti e messaggi d’odio in un clima in cui si è “attaccati per il solo fatto di aver applicato la legge dello Stato sull’omicidio e sulla legittima difesa”. Il procuratore capo di Milano Marcello Viola invita ad “abbassare i toni ed evitare gli eccessi”.

Sul caso è tornata anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.  “È evidente a tutti, tranne che alla sinistra, che c’è una questione di proporzionalità delle pene che vengono comminate” ha detto la premier, chiarendo: “Non si possono dare otto anni a un pedofilo o meno di dieci anni in casi di stupri di gruppo e poi condannare un comune cittadino di 72 anni a passare il resto dei propri giorni in carcere perché ha reagito a una banda di rapinatori che avevano assaltato il suo negozio, minacciando di morte lui e la sua famiglia”.