Orrore a Cosenza, due fermati per l’omicidio di quattro braccianti. Li avrebbero bruciati vivi

In Calabria ieri quattro braccianti agricoli sono stati ritrovati carbonizzati in un minivan lungo la Statale 106 ad Amendolara, in provincia di Cosenza. Due persone sono state interrogate dalla Procura di Castrovillari: si tratta di due cittadini pachistani, che sono stati sottoposti a fermo nella Questura di Cosenza: sono accusati di omicidio plurimo e pluriaggravato.
Le telecamere di videosorveglianza del distributore di carburante hanno ripreso tutte le fasi e confermato il sospetto degli investigatori. Scioccanti le immagini del video: si vedono i due sospettati mentre bloccano le portiere di un’auto con a bordo i braccianti dall’esterno, lanciano qualcosa – probabilmente liquido infiammabile – e scappano dopo la prima fiammata.
Nelle ultime ore è emerso che a bordo dell’auto bruciata c’era anche un’altra persona che è sopravvissuta: si tratta di un cittadino afghano che viveva insieme alle vittime a Villapiana, comune non distante da Amendolara. Ai microfoni di Sky TG24 ha raccontato che i due fermati hanno finto di mettere benzina e invece hanno dato fuoco all’auto. L’uomo, intervistato anche dal TgR Calabria, ha detto che i due accusati chiedevano dei soldi per il trasporto e che i braccianti non volevano darglieli. A quel punto, secondo il suo racconto, i due fermati avrebbero buttato nell’abitacolo prima la benzina e poi un accendino, dando fuoco all’auto.
L’uomo ha raccontato di essere riuscito a fuggire dal cofano, riportando solo delle ustioni mentre gli altri sono morti carbonizzati. Ha anche detto che i cittadini pachistani avrebbero minacciato con pistole e coltelli sia lui sia gli altri per costringerli a lavorare senza neanche pagarli. “I soldi non ce li davano, da mangiare sì. La casa sì, ma i soldi no”, ha raccontato aggiungendo che ci sarebbe una grande mafia del Pakistan.
Alessandro D’Alessio, procuratore di Castrovillari, ha spiegato che i due sono gravemente indiziati di delitto di omicidio plurimo e pluriaggravato e che le indagini sono tuttora in corso e proseguono al fine di accertare compiutamente i fatti e le eventuali responsabilità. Per domani è prevista una conferenza stampa, durante la quale verrà fatto il punto su quanto è successo.