Minore sequestrato nella Bergamasca rintracciato a Vicenza: arrestati in due

È stato rintracciato e liberato a Vicenza dalla Polizia di Stato un minore che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato sequestrato nella Bergamasca e costretto fino al capoluogo berico. Per il reato di sequestro di persona a fini di estorsione sono stati arrestati, nella serata di ieri venerdì 25 settembre, due cittadini senegalesi, classi 2004 e 2002, entrambi regolarmente soggiornanti in Italia e con precedenti per reati contro il patrimonio, tra cui furto e rapina.
La vicenda è iniziata con la denuncia presentata dalla madre del ragazzo alla Stazione dei Carabinieri di Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo. La donna, preoccupata per la sorte del figlio, aveva ricevuto dal giovane alcuni messaggi che lasciavano intendere una situazione di pericolo e costrizione. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il ragazzo, nella serata di giovedì 24 settembre, sarebbe stato avvicinato e prelevato contro la sua volontà all’esterno di una pizzeria. I due uomini lo avrebbero quindi costretto a salire su un’automobile diretta verso Vicenza.
Alla base del sequestro ci sarebbe stata una richiesta di denaro legata a una precedente compravendita di banconote contraffatte. Ricevuta la segnalazione, è stata immediatamente avviata un’attività investigativa coordinata tra gli uffici delle forze dell’ordine coinvolti. Decisiva, secondo la Polizia, si è rivelata anche la geolocalizzazione del telefono cellulare utilizzato dal minore. Gli elementi raccolti hanno permesso agli equipaggi della Sezione Volanti della Questura di Vicenza di restringere rapidamente l’area delle ricerche e di concentrarsi sul capoluogo.
Il giovane è stato infine individuato nei pressi di Ponte degli Angeli, ancora in compagnia dei due uomini. Si trovava non lontano dalla struttura ricettiva dove, sempre secondo la ricostruzione investigativa, era stato costretto a trascorrere la notte. L’intervento degli agenti ha consentito di mettere in sicurezza il minore e di arrestare i due sospettati, successivamente condotti in carcere a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Al termine degli accertamenti e delle formalità previste, il minore è stato riaffidato alla madre, che ha potuto riabbracciarlo dopo ore di apprensione.
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