Trafugata l’effige di Stalin dalla mostra su Chernobyl nell’ex caserma Borghesi

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Il pannello a colori con l'immagine di Stalin, prima del furto

Un collezionista nostalgico o al contrario un denigratore invasato da ideologie. Oppure, più semplicemente, un patetico balordo. Questi i probabili identikit degli autori del furto dell’effige del dittatore Stalin e del danneggiamento di altre due immagini rimandanti all’Unione Sovietica all’ex Caserma Borghesi. Stampe su pannelli riproducenti manifesti dell’epoca che hanno attirato l’attenzione dei soliti ignoti. Probabilmente nel corso della notte tra sabato e domenica i colpevoli hanno dovuto ingegnarsi e lavorare di buona lena per scardinarne dalle inferriate e trafugare una delle immagini – fissata saldamente – che fa parte del repertorio della mostra multisensoriale “Il silenzio assordante di Chernobyl”.

A “contaminare” gli ottimi esiti iniziali del suggestivo allestimento, sia in termini di afflusso che di riscontri sulla qualità del progetto artistico/culturale, un atto che potrebbe configurarsi come vandalico ma anche rappresentare una sorta di avvertimento per l’associazione “I Luoghi dell’abbandono” che ne ha curato l’allestimento. Il presidente Devis Vezzaro, portavoce del gruppo, non si dimostra per nulla intimorito e, anzi, dopo la denuncia del furto e dei danni patiti alle forze dell’ordine, è pronto a commissionare una copia fedele dell’originale per ripristinare la facciata esterna.

Il danno economico è relativo, visto che non si tratta di uno dei tanti cimeli originali al contrario presenti all’interno dell’ex edificio militare ma di un elemento decorativo, e si aggira sui 250 euro. Preoccupa piuttosto l’ipotesi che qualche balordo, ignaro del significato della mostra che ripercorre le fasi dell’esplosione del reattore nucleare di Chernobyl ricostruendone il contesto storico e culturale, possa travisare i fini reali dell’esposizione realizzata nell’ex caserma di Borgo Casale, confondendola con anacronistiche questioni ideologiche o propagandistiche. Fatto sta che la mostra continua dopo l’inaugurazione dello scorso 17 febbraio e proseguirà regolarmente fino a fine agosto.

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