Il dramma di Chernobyl rivissuto e rivisto in una mostra all’ex caserma Borghesi

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Devis Vezzaro e uno scorcio della mostra in via di partenza

Chernobyl rivive a Vicenza su quattromila metri quadrati “contaminati” d’arte cruda e permeata di silenzio e introspezione. Una mostra multisensoriale, un percorso scenografico, un viaggio indietro nel tempo di 32 anni e di oltre duemila chilometri nello spazio che dal 17 febbraio al 26 agosto sbriciolerà il presente, immergendo i visitatori dell’ex caserma Borghesi – scelta come sede del maxi allestimento con i patrocini di Comune e Provincia di Vicenza – nell’atmosfera post-sovietica del 1986, anno in cui il disastro nucleare stravolse l’Europa e minò la sicurezza del globo intero.

A organizzare e curare minuziosamente anche ogni granello di polvere disposto negli spazi concessi dalla Provincia è l’associazione culturale “I luoghi dell’abbandono”, con sede a Dueville. Non nuova a rappresentazioni su questo filone accrescendo di mostra in mostra i cimeli e le ambientazioni, rinnovandoli e rispolverandone, appunto, anche i più minuscoli ma emblematici dettagli, frutto delle spedizioni a Prypjat in Ucraina, paese fantasma a una manciata di km dal reattore nucleare. I numeri? Quattromila metri quadrati di esposto, 1,5 km di percorso, 40 stanze, 20 proiezioni video, oltre 400 foto originali, documenti, oggetti dell’epoca, suoni, odori, luci, e cartellonistica di approfondimento, cronistoria degli avvenimenti e il resto va scoperto in regime di silenzio assoluto, quel “silenzio assordante di Chernobyl” che costituisce la denominazione della proposta.

L’idea proviene da Devis Vezzaro, presidente dell’associazione “I luoghi dell’abbandono” e fotografo professionista, ideatore di un gruppo che conta circa un centinaio di iscritti impegnati a documentare e accendere i riflettori sulle tenebre dei (tanti, troppi) luoghi dimenticati e divorati dal degrado. Con l’intento di rivalutarli dal punto di vista storico-culturale. Riguardo a Chernobyl e all’Urss, nulla di nemmeno lontanamente attinente all’ideologia o meno ancora alla politica. Semmai un viaggio nelle coscienze individuali e nella consapevolezza che ciò che mai avrebbe dovuto accadere è invece accaduto. Come monito prima che come amarcord circostanziato di un’epoca che sconvolse il mondo intero.

“Crediamo che sia importante recuperare e riutilizzare spazi abbandonati che purtroppo è sempre più frequente incontrare nelle nostre città. La mostra ha trovato un ambiente ideale in un edificio in decadenza che ci permette di ricreare l’atmosfera dei luoghi abbandonati a Prypjat, utilizzando oggetti italiani e altri di provenienza sovietica.” La struttura sita in Borgo Casale, che ospitava un comando dell’Esercito, abbandonata da circa un ventennio, riceverà inoltre un “regalo”. “Abbiamo ritrovato la stele della caserma imbrattata e vandalizzata dall’occupazione precedente e pensato di restaurarla e di ricollocarla nella sua sede originaria in memoria di un luogo e della sua storia”.

Già proposta con successo a Dueville, Recoaro e Bondeno (Ferrara), attesa a Roma, Firenze e Milano, la mostra itinerante proseguirà fino a fine agosto, in orario 14-20 e con possibilità di tour guidato per le scuole. Ingresso con biglietto 8 euro, gratis per bambini fino a 10 anni e per persone con disabilità e il loro accompagnatore. Per info: 348.9951546 o mail iluoghidellabbandonomail@gmail.com

 

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