Un “buco nell’acqua”. Le piscine thienesi estranee al caso di legionella

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L'attività non si è mai fermata nelle vasche delle piscine di Thiene

Anche in piscina la verità viene “a galla”. Legionella? Nessuna correlazione tra il caso di contagio del cittadino americano riscontato all’ospedale di Santorso e il centro natatorio Aquatic Center di Thiene. A certificarlo, una decina di giorni fa, gli uffici dell’Ulss 7 Pedemontana attraverso un comunicato. A ribadirlo, il direttore dell’impianto e portavoce di Sport Management – l’ente privato che gestisce la piscina e poco meno di 40 impianti sportivi nel Nord Italia – Massimo Danese. Il caso aveva suscitato un certo clamore lo scorso maggio, suscitando un allarmismo a conti fatti da ritenersi eccessivo.

“Il tam tam mediatico è stato assolutamente spropositato – spiega lo stesso Danese – in seguito all’ordinanza del comune di Thiene che prescriveva dei controlli e interventi di bonifica da noi effettuati puntualmente. La situazione non ha mai rappresentato di fatto un’emergenza, sarebbe stato opportuno che chi ha diffuso la notizia avesse contattato la gestione dell’impianto per conoscere la nostra versione dei fatti. Sembrava che fosse accaduto il finimondo, invece come abbiamo dimostrato non c’è mai stata nessuna correlazione tra legionellosi e piscina, visti i valori emersi pari a quelli di una semplice utenza domestica”. In quell’occasione furono applicate, come da prassi, le linee guida sanitarie dopo la segnalazione proveniente dall’Arpav di Mestre, incaricata dell’analisi dei campioni d’acqua prelevati, a scopo di prevenzione.

A scagionare definitivamente docce e vasche di via Tevere la stessa Ulss locale e gli uffici preposti del comune, ridimensionando ulteriormente l’accaduto. Già nella medesima ordinanza si specificava il basso rischio (livello uno sui tre previsti), indicando una serie di controlli e bonifica precauzionale, da effettuare entro 15 giorni. Nessuna chiusura imposta dell’impianto nè sospensione parziale dell’attività, misure “estreme” a ragione ritenute non necessarie. Ma l’eccesso di allarmismo – lo dimostra la sfilza di telefonate giunte proprio in municipio e nell’impianto – ha creato un clima di diffidenza che potrebbe aver creato dei danni, sia in termini di ingressi mancati che d’immagine, al centro natatorio. “Sicuramente bene non ci ha fatto – specifica Massimo Danese – e ne avremmo volentieri fatto a meno. Ciò che ci preme di più, adesso, è far presente ai thienesi e a in generale ai nostri utenti l’estraneità della nostra struttura a ciò che è successo”.

Chiuso il capitolo legionellosi, d’attualità diventa la stagione estiva appena iniziata. Partita a rilento a causa delle bizze del meteo non proprio accondiscendente ma con un boom di iscrizioni di bambini e ragazzi per le attività estive del Blu Camp. “La possibilità di usufruire dell’impianto all’aperto e al coperto ci aiuta e confidiamo nel calendario di eventi estivi e nel prolungamento dell’orario di apertura”. Nuvole permettendo, anche qui uno spiraglio di sereno.

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