Ilva in sciopero, da Genova a Taranto gli operai incrociano le braccia. Oggi incontro al Mise

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Gli operai dell’Ilva incrociano le braccia contro la proposta di piano industriale di AM InvestCo, che per i lavoratori significa soprattutto la prospettiva di 4mila esuberi e la mancata continuità contrattuale tra vecchia e nuova gestione, che comporta la perdita delle anzianità guadagnate sul campo e l’essere ri-assunti con le tutele crescenti del Jobs act. Da Taranto a Genova la voce dei sindacati è unanime: così non va.
Presidi di lavoratori e sindacati sono in corso davanti alle portinerie A, D, Tubifici e imprese dello stabilimento Ilva di Taranto. Mobilitazioni anche a Genova, dove invece sono previsti 600 esuberi: corteo a Cornigliano.
Le iniziative di protesta  avvengono in concomitanza con lo sciopero di 24 ore, cominciato alle ore 7, indetto da Fim, Fiom, Uilm e Usb nel giorno del vertice al ministero dello Sviluppo economico in cui sarà discusso il piano dell’acquirente Am Investco. Al centro del dibattito gli esuberi che, ad oggi, sono quantificati in 4mila sui 14.200 addetti totali del gruppo Ilva, con 3.330 in eccedenza a Taranto, e le modalità di assunzione del personale da parte della società Am Investco Italy partecipata da Arcelor Mittal e Marcegaglia. Al confronto ci sarà, per il Governo, anche il vice ministro allo sviluppo economico Teresa Bellanova che afferma: “Apro il tavolo questa mattina con l’auspicio che tutte le parti facciano un confronto di merito e che il governo agevolerà  questo confronto per arrivare ad un’intesa che sia soddisfacente per tutte le parti”.
Il governo intanto garantisce che non lascerà nessuno senza tutele, ma per i sindacati si parte da una base di confronto inaccettabile.
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