Due sversamenti in pochi giorni: Arpav e Acque del Chiampo a caccia dei responsabili

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Lo sversamento - di natura industriale - nella Roggia di Arzignano

Preoccupazione ad Arzignano per alcuni sversamenti sui canali che raccolgono le acque meteoriche. L’ultimo in ordine di tempo, giovedì scorso: un liquido rossastro è finito nella Roggia di Arzignano, nella parte sinistra, in via Quarta Strada. Era il secondo caso nella zona dopo quello di alcuni giorni prima: in entrambi i casi sembra trattarsi di reflui di origine industriale, scaricati abusivamente nella rete meteorica che attraversa tutta la zona industriale e termina nel ramo sinistro di quella che viene chiamata Roggia di Arzignano.

In entrambi i casi, individuato lo sversamento nella rete meteorica della fognatura, è partita la segnalazione, da parte di Acque del Chiampo, all’Arpav e il dispiego di un gruppo di operatori e mezzi specializzati, che hanno circoscritto il danno, raccogliendo il refluo e portandolo per lo smaltimento all’impianto di depurazione di Acque del Chiampo, dopo aver sottoposto ad analisi la sostanza inquinante.

“La collaudata sinergia tra Arpav e Acque del Chiampo ha prodotto ottimi risultati, – ha commentato il consigliere delegato di Acque del Chiampo Andrea Pellizzari, – consentendo un’azione celere ed efficace, arginando ancora una volta l’impatto negativo sull’ambiente, che il refluo avrebbe potuto produrre, e bonificando tempestivamente il corso d’acqua. Sono sicuro che entro breve gli ispettori dell’Arpav individueranno i responsabili, presentando loro il conto per la violazione della normativa ambientale. Sulla tutela dell’ambiente e della salute non si transige”.

“La cosa che più mi colpisce – afferma invece il presidente di Acque del Chiampo Renzo Marcigaglia – sono due sversamenti a breve distanza uno dall’altro. Mi sorprende che ci siano persone che ancora oggi non si rendono conto dei danni che provoca il rilascio di determinate sostanze inquinanti nell’ambiente circostante. Mi auguro che vengano individuati presto i responsabili e se anche questa volta non si sono fortunatamente verificati danni gravi per l’ambiente, il merito è sicuramente delle squadre operative dell’Arpav e di Acque del Chiampo, a cui va il nostro plauso”.

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