Contratto scaduto, equo compenso insabbiato: i giornalisti ri-scioperano. La nostra scelta

La manifestazione dei giornaisti veneti stamattina in piazza Bra a Verona, con la segretaria generale Fnsi, Alessandra Costante

Oggi i giornalisti italiani sono in sciopero, per la terza volta in pochi mesi. Noi giornaliste e giornalisti di Ecovicentino.it abbiamo scelto di non interrompere l’erogazione di quello che riteniamo un servizio pubblico e quindi non ci stiamo astenendo dal lavoro. Intendiamo sensibilizzare però chi ci legge e ci ascolta sulla difficile situazione che da molti anni la nostra professione sta attraversando.

Abbiamo deciso di non scioperare, come non lo abbiamo fatto le due volte passate, perchè  crediamo fortemente sull’importanza del nostro lavoro e sull’esigenza di una informazione indipendente. Siamo anche consapevoli che le dinamiche di una realtà piccola e on line come la nostra sono diverse da quelle di una grande testata e soprattutto riconosciamo al nostro editore tutto l’impegno e lo sforzo per mantenere attiva la nostra testata giornalistica e siamo consapevoli della fiducia che ripone in noi.

Tuttavia, non possiamo che rammaricarci della situazione che la nostra professione attraversa in Italia e in Veneto.
Negli ultimi anni abbiamo visto regredire le garanzie economiche e professionali di tanti colleghi e colleghe: ne conosciamo molti che, come noi, fanno i salti mortali per mantere il loro lavoro e per un compenso adeguato. E ne conosciamo molti altri, dalla grande professionalità ed esperienza, che dopo essersi formati e aver lavorato per anni per testate più o meno importanti sono stati costretti a gettare alle ortiche le loro capacità e cambiare attività lavorativa perchè non garantiva condizioni e compenso adeguati: prima erano prima erano giornalisti capaci, poi sono diventati insegnanti, impiegati, educatori, guide turistiche.
Non possiamo però non evidenziare anche che ci sono colleghi già pensionati e garantiti,  che continuano a lavorare nelle redazioni in altre forme, togliendo non solo posti a colleghi più giovani, ma anche rischiando di abbassare l’asticella dei compensi per tutti.

La battaglia per l‘equo compenso è importante perchè consentirebbe di garantire una remunerazione proporzionata alla qualità e quantità del lavoro ai professionisti autonomi. Dopo la legge 49 dell’aprile 2023 sull’equo compenso, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha inviato (più di due anni fa) al Ministero della Giustizia la proposta dei relativi parametri per la nostra professione, ma lì è rimasta da allora insabbiata e il decreto relativo non è mai stato emanato.
Invitiamo quindi i nostri lettori e lettrici a riflettere, informarsi e sostenere le richieste dei professionisti dell’informazione.
Qui di seguito il comunicato sindacale della Fnsi (Federazione Nazionale Stampa Italiana) e in calce alcuni link di approfondindimento. 


Il comunicato sindacale Fnsi

Le giornaliste e i giornalisti italiani scioperano, oggi, per la terza volta. Non lo facciamo a cuor leggero, ma riteniamo che sia necessario informare i lettori, la società e la politica di ciò che sta accadendo nel nostro settore, tanto fondamentale per la democrazia quanto fragile.
Il contratto stipulato con gli editori della Fieg per regolare il lavoro dei giornalisti dipendenti è scaduto da 10 anni, anni in cui gli editori hanno goduto di aiuti pubblici, mentre i nostri stipendi sono stati erosi dall’inflazione. Non esiste alcuna regola per l’uso dell’intelligenza artificiale e per il giusto riconoscimento economico agli autori dei contenuti ceduti agli Over the top.
E va anche peggio alle migliaia di colleghe e colleghi collaboratori e a partita Iva che da anni attendono la determinazione dell’equo compenso e che per questo motivo hanno redditi che sono sotto la soglia di povertà.
Gli editori si sono garantiti tagli del costo del lavoro ricorrendo a pratiche di dumping contrattuale attraverso l’uso smodato del lavoro precario.
Con il nostro lavoro e i nostri sacrifici quotidiani, siamo gli azionisti di maggioranza di molte aziende editoriali.
Per la Federazione nazionale della Stampa italiana dignità e futuro dell’informazione passano attraverso il rinnovo contrattuale, il recupero salariale e la difesa dei diritti che non sono privilegi, ma il modo con cui possiamo resistere alle minacce, dentro e fuori dalle redazioni. La dignità del nostro lavoro incide pesantemente sulla qualità dell’informazione che arriva a voi cittadini.
Per questo riteniamo anche che il settore debba essere finanziato di più e meglio, che i finanziamenti non possano produrre la distruzione e l’appiattimento dell’informazione, ma riportare ricavi alle testate. Noi giornalisti siamo pronti a parlarne e a confrontarci. Ma gli editori?

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