Litigano in disco e travolgono due minori: dopo 2 mesi identificata la coppia del suv pirata

Una discussione nata per futili motivi all’interno di una discoteca della zona industriale di Vicenza si è trasformata, nel giro di pochi minuti, in un episodio di violenza che ha lasciato due giovanissimi feriti e una città sgomenta. È la ricostruzione che emerge dalle indagini della Questura, rese note il 12 gennaio, a distanza di quasi due mesi dai fatti.
Secondo quanto accertato dagli investigatori, tutto è iniziato nella notte del 23 novembre 2025, quando due coppie – una di trentenni, l’altra composta da un ragazzo di 15 anni e una sua amica – hanno avuto un alterco all’interno del locale. Nulla che facesse presagire ciò che sarebbe accaduto poco dopo: qualche insulto, qualche frase sopra le righe, poi la situazione sembrava essersi chiusa lì. Invece, all’uscita, la tensione è esplosa in modo imprevedibile. Il quindicenne e la sua amica stavano lasciando il parcheggio quando un suv di fabbricazione cinese, con a bordo la coppia di 33enni, li ha travolti a forte velocità. L’impatto è stato violentissimo: la ragazza è stata sbalzata a diversi metri di distanza, riportando un trauma cranico, mentre il giovane è rimasto ferito ma cosciente. I due, sotto shock, sono riusciti a raggiungere autonomamente il pronto soccorso dell’ospedale San Bortolo, dove sono stati visitati dai medici.
Quando gli agenti delle Volanti sono arrivati sul luogo dell’investimento, non c’erano testimoni in grado di fornire dettagli utili. Le immagini disponibili erano sfocate e la targa non era leggibile. La ragazza, a causa del trauma, non riusciva a parlare; il suo amico, pur collaborativo, non era in grado di descrivere con precisione il veicolo. Le indagini sembravano destinate a un vicolo cieco. La svolta è arrivata grazie a un lavoro minuzioso: gli investigatori hanno analizzato i filmati delle telecamere interne della discoteca e incrociato i dati con i pagamenti effettuati alla cassa. In questo modo sono riusciti a risalire all’identità dei due occupanti del Suv, entrambi italiani, classe 1992, P.G. ed il compagno coetaneo C.S. (le autorità preposte hanno fornito le sole iniziali). Le loro immagini sono state mostrate alle vittime, che li hanno riconosciuti senza esitazione. Il veicolo è stato poi individuato e sottoposto a controlli: sul frontale presentava una vistosa ammaccatura, ritenuta compatibile con la dinamica dell’investimento.
La Polizia Scientifica ha documentato ogni dettaglio, consolidando il quadro probatorio. Al termine delle verifiche, l’uomo alla guida è stato denunciato per lesioni personali gravi, mentre la passeggera è stata segnalata per omissione di soccorso, avendo abbandonato il luogo senza prestare aiuto ai feriti. La vicenda, resa nota solo a indagini concluse, riaccende il tema della violenza legata alla movida e della fragilità dei contesti notturni, dove un diverbio può degenerare in pochi istanti. Resta ora il compito della magistratura di valutare le responsabilità penali dei due indagati, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
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