Percepisce il reddito di cittadinanza ma è indagato per traffico di coca dal Sudamerica

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Percepisce il reddito di cittadinanza ma è indagato per traffico di coca dal Sudamerica

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Operazione importante della guardia di finanza vicentina

Un 64enne domiciliato Montecchio Maggiore, il cui nome appare tra le 12 persone indagate per un vasto traffico internazionale di cocaina con il Sudamerica con le fila tenute in mano dalla N’drangheta, è stato scovato dalla Guardia di Finanza in qualità di percettore di reddito di cittadinanza.

Si tratta di Giovanni Marte, cittadini vicentino di origini meridionali – della provincia di Reggio Calabria – al quale dopo le indagini delle Fiamme Gialle è stato sospeso il beneficio di welfare su ordine del Tribunale di Venezia. Ha fatto a tempo a incamerare poco meno si 3.300 euro, prima dell’intervento mirato della GdF di Vicenza.

Un nuovo capitolo a margine dell’operazione “Baccalà piccante” che due mesi fa  ha portato a sfaldare una solida rete di rifornimento e distribuzione all’ingrosso di droga, cocaina in particolare dal Perù passando per la Slovenia. Nel blitz delle forze dell’ordine furono ben 480 i chilogrammi individuati e sequestrati in un camion, con la Procura Antimafia a coordinare il colpo sferrato al giro d’affari legato alla malavita, e un piccolo imprenditore di Schio già condannato (Luigi Carollo, 8 anni di reclusione). Nonostante fosse coinvolto in una vicenda illecita e ora si trovi in carcere per la custodia cautelare dai primi di febbraio, Marte aveva richiesto e ottenuto il sussidio da parte dello Stato. Intascava 410 euro mensili dal giugno del 2020. Poche centinaia di euro, quindi, pulviscoli in confronto al valore del giro di droga per decine di milioni euro per cui risulta indagato.

In virtù di questo nuovo risvolto “scoperchiato” grazie alle indagini dei finanzieri vicentini, che se è vero che può considerarsi marginale sul piano economico gode al contrario di un’alta valenza su quello morale e sociale, l’indagato è stato raggiunto dalla nuova notifica direttamente in carcere. Subito, in seguito alle evidenze inconfutabili e agli approfondimenti emersi dopo la segnalazione del nucleo di polizia economica finanziaria, il giudice lagunare ha disposto l’immediata sospensione dell’erogazione del denaro.

Giovanni Marte, uno dei 12 individui coinvolti nell’operazione

La confisca avvenuta in seguito all’indagine cardine secondo la formula “per sproporzione”, in beni immobili e denaro ammonta per la precisione a un controvalore di 246.138,50, cifra tolta dalla disponibilità di alcuni tre i 12 indagati e accantonata. In attesa, ora, anche delle verifiche necessarie per avere contezza di quanto il 64enne dovrà restituire alle casse pubbliche a titolo di risarcimento per il reddito indebitamente percepito. La Guardia di Finanza berica proseguirà gli accertamenti amministrativi di polizia economico-finanziaria sull’iter di accesso al reddito di cittadinanza. Questo affinché le risorse economiche pubbliche possano essere spese secondo i requisiti individuati dalla legge ed indirizzate ai cittadini davvero bisognosi di aiuto da parte dello Stato.

Il documento di convalida della richiesta di reddito di cittadinanza dall’Inps, acquisito dalle Fiamme Gialle