Cocaina dal Perù a Schio dentro la levigatrice: c’è la mano dell’ndrangheta

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I due panetti di cocaina diretti nello scledense

Fece scalpore il ritrovamento di due panetti di cocaina, ciascuno di un chilo, all’interno di una macchina levigatrice diretta a Schio a fine febbraio dell’anno scorso. Per quella partita di droga finì allora ai domiciliari Luigi Carollo, piccolo imprenditore di 66 anni originario di Valdagno ma residente a Schio, divorziato e padre di due figli. Con lui fu indagato anche Maurizio De Pretto, 52enne thienese.

Il macchinario aveva viaggiato verso il vicentino dall’Est Europa. Ora attorno a quell’operazione si consolida l’ipotesi che vi sia un’infiltrazione dell’ndrangheta calabrese nel vicentino. Lo conferma il trasferimento del fascicolo da Vicenza alla Procura Distrettuale Antimafia di Venezia.

In sostanza, dalle indagini condotte dalla squadra mobile berica risulta che dietro a quella partita di coca ci fosse un’organizzazione criminale transnazionale ben strutturata: il macchinario infatti è risultato essere partito dal Perù col suo carico di stupefacente, ha poi viaggiato in nave fino alla Croazia e da lì era entrato in Italia attraverso le frontiere con la Slovenia a bordo di un camion. Gli agenti erano però riusciti a seguire il carico dall’entrata sul territorio nazionale, il passaggio al casello autostradale di Thiene e da lì fino all’entrata nel parcheggio di un’azienda logistica di Schio, risultata estranea ai fatti. Era stato allora che la polizia era entrata in azione arrestando il Carollo, colui che il macchinario l’aveva ordinato.

Ad occuparsi della logistica del viaggio era stato invece De Pretto, pregiudicato che risulta aver avuto in passato rapporti con esponenti della criminalità organizzata calabrese, che  ha in mano il traffico internazionale di cocaina dal Sud America all’Italia. Nello specifico, quella sequestrata era cocaina di alta qualità, pura all’80%, del valore complessivo sul mercato di almeno mezzo milione di euro.

Per questo ora De Pretto e Carollo risultano ora indagati anche per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga.

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