Samperi “Buoni ma non fessi. Non aprirà nessuna moschea”

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Proseguono le prese di posizione della politica thienese sulla questione-moschea.

Alberto Samperi, capolista di Fare per Thiene, vicesindaco e assessore alla sicurezza uscente, è netto: “Se sarò nella prossima amministrazione comunale, con qualsiasi ruolo, ma anche solo da privato cittadino, mi impegnerò formalmente a verificare, una volta aperto all’uso il nuovo edificio in costruzione in via del Rosario, che l’attività prevalente non sia il culto religioso e la preghiera – ha dichiarato – come già affermato dal sindaco Casarotto durante il dibattito di ieri sera, se così fosse l’utilizzo dell’immobile non sarebbe conforme ai permessi rilasciati, sarebbe un utilizzo abusivo. In tal caso farò un esposto agli uffici comunali e, se fosse necessario, anche ad altre istituzioni giudiziarie, per verificare la conformità d’uso del fabbricato e, in caso di non conformità, ne chiederò la chiusura”.

“Lì non potrà aprire nessuna moschea, perché non è permesso dalla legge e dalle norme del Comune di Thiene – ha aggiunto Samperi – qui non c’entrano i musulmani, le regole ci sono per tutti. Invito quindi a cessare la propaganda sulla seconda moschea più grande d’Italia! La moschea di Roma è l’unico ente religioso islamico riconosciuto. La costruzione in via del Rosario non può esserlo perché verrebbe immediatamente chiusa perché abusiva!”

Samperi ha poi riassunto l’iter amministrativo per la costruzione dell’edificio. “Dopo 3 giorni di dibattito acceso il quadro della situazione pare ormai chiaro: l’associazione Il Futuro ha presentato una domanda di permesso di costruire un immobile a destinazione direzionale, quindi per un utilizzo come uffici o sale a servizio delle attività culturali, ludiche e sportive svolte dall’associazione stessa. Il permesso di costruire è stato correttamente rilasciato sulla base di questo presupposto dichiarato dall’associazione, ovvero che l’attività di culto o preghiera non sarebbe stata prevalente. Nel caso in cui fosse stato richiesto un permesso di costruire un fabbricato destinato al culto, la domanda sarebbe stata rigettata dagli uffici. Il terreno in questione si trova in zona D, mentre per costruire un luogo di culto, sia esso una moschea, una Chiesa Cristiana, una sala del regno, ecc il terreno avrebbe dovuto essere in zona F, specifica per i servizi e l’uso pubblico. Vedendo il fabbricato – ha chiarito Samperi – costruito finora ed i rendering appesi all’esterno il dubbio sorge spontaneo. Dove sono gli uffici dichiarati? Ad oggi si vedono due grandi saloni completamente aperti, con immagini di tappeti a terra, che fanno pensare che il nuovo fabbricato possa essere destinato prevalentemente al culto e alla preghiera. Chi ha visitato il cantiere parla di sale di preghiera per gli uomini e una per le donne. Inoltre sul profilo facebook dell’Associazione “Il Futuro” ci sono delle raccolte fondi che parlano apertamente di donazioni necessarie a completare la nuova Moschea. Non vorrei dare una delusione agli amici de “Il Futuro” ma devono rassegnarsi al fatto di rispettare la legge come tutti noi”.

A tal proposito l’Ufficio Tecnico comunale, su iniziativa dell’Amministrazione, ha inviato proprio oggi all’Associazione una diffida scritta a rispettare le destinazioni urbanistiche dell’area e ad attenersi quindi all’uso dichiarato nella relazione tecnica allegata al progetto.

“Se l’intento reale di chi sta costruendo l’edificio è quello di fare una moschea – ha concluso Samepri – ha sbagliato di grosso perché vorrebbe dire aver cercato di aggirare le norme facendo passare un luogo di culto, non ammesso, per un edificio polivalente per le attività dell’associazione. Siamo buoni ma non fessi”.

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