Sfrutta la figlioletta per rubare 30 euro in albergo. Denunciata una donna indiana

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Una rapina da 30 euro, ma con una bambina di 9 anni tenuta per mano. I carabinieri del comando di Vicenza hanno chiuso le indagini e denunciato in stato di libertà una donna – e mamma – di 31 anni (K.R. le iniziali) che giovedì scorso avrebbe sottratto dal registratore di cassa dell’Hotel de la Ville alcune banconote approfittando della “mano lesta” della piccola ben, si fa per dire, istruita. Accortisi dell’ammanco di denaro, e avendo notato la presenza furtiva e senza motivo nell’albergo di madre e figlia, i dipendenti dell’albergo hanno allertato il 112. Una rapida indagine attraverso il sistema di videosorveglianza interno ha avvalorato i sospetti, consentendo ai militari di rintracciare la donna, che risiede regolarmente a S. Bonifacio e risulta disoccupata. Con ancora mano la somma sottratta con destrezza e sfruttando l’agilità e l’apparente innocenza della bambina.

L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di giovedi, l’altro ieri, nella struttura alberghiera di viale Verona. Ad avvicinarsi al registratore per pochi attimi incustodito e arraffare il fondo cassa nel ristorante interno la coppia, che già nei giorni scorsi era stata notata nei locali dell’Hotel, dove puntualmente si erano verificati altri ammanchi ingiustificati di denaro, sempre di modica entità. Da qui l’occhio di riguardo” nei confronti della donna e i sospetti a convergere su di lei prima dell’entrata in campo dei carabinieri, intervenuti sul posto con una pattuglia radiomobile. La dinamica era semplice: la mamma attirava le attenzione della barista ordinando una consumazione al bancone, la figlia nel frattempo lo aggirava e allungava la mano nella cassa.

Madre e figlia sono state rintracciate nei dintorni nel giro di pochi minuti e dalla perquisizione effettuata, secondo quanto comunicato da una nota, è saltata fuori l’esatta cifra mancante prontamente restituita alla direzione dell’albergo del capoluogo berico. Il coinvolgimento della minore sarà segnalato, oltre alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Venezia, e infine ai servizi sociali preposti del comune di residenza.

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