Balsemin contro Carotta, il paese al bivio dopo sedici anni di governo “formaggiano”

Ad Albettone la sfida elettorale si gioca su un crinale netto: da una parte la continuità amministrativa incarnata da Patrizio Carotta e dalla lista “Sviluppo Berico – Albettone”, forte anche della presenza dell’ex consigliere regionale Joe Formaggio, figura che qui ha lasciato un’impronta profonda; dall’altra la discontinuità proposta da Raissa Balsemin, 35 anni, mamma, già capogruppo di minoranza, che con la civica “Rinnoviamo Albettone” punta a scardinare un ciclo politico iniziato proprio con il primo mandato di Formaggio nel 2009.

Nel programma di Balsemin emerge la volontà di rompere quello che definisce “anni di stallo”, proponendo un Comune capace di investire su famiglie, scuola e servizi come leva per trattenere giovani e attrarre nuove famiglie. La scuola è il fulcro di questa visione, con nidi, doposcuola, trasporti efficienti e spazi di aggregazione pensati per rendere Albettone un luogo dove crescere sia una scelta naturale. La terza età viene descritta come «la nostra biblioteca vivente», con progetti di prevenzione, alfabetizzazione digitale, sportelli psicologici e trasporto sociale. Sul fronte delle opere, la lista punta a completare interventi attesi da anni – marciapiedi, ciclabile, ecocentro, manto stradale – e a modernizzare la zona industriale, valorizzare la pista di motocross e introdurre incentivi per nuovi residenti e attività. Ambiente e sicurezza passano per illuminazione efficiente, telecamere contro le discariche abusive e manutenzione idrica, mentre il metodo amministrativo si fonda su comunicazione costante, ricerca di fondi e collaborazione con i Comuni vicini. L’obiettivo dichiarato è trasformare «il potenziale inespresso» del paese in una stagione di sviluppo reale.

Carotta, invece, presenta un programma che rivendica concretezza e continuità, definito finanziariamente sostenibile e tecnicamente realizzabile. Le priorità immediate riguardano viabilità e sicurezza, con la messa in sicurezza di Strada Lovolo, nuove asfaltature, interventi contro gli allagamenti e una revisione delle norme urbanistiche per facilitare il recupero dell’edilizia esistente, nel rispetto di una proprietà privata definita sacra. Sul piano sociale, la lista sottolinea di aver già avviato la valutazione per un nido integrato nella scuola dell’infanzia e punta a rafforzare doposcuola, centri estivi e servizi per anziani e famiglie fragili, insieme alla digitalizzazione dei servizi e a un ampliamento degli orari comunali. Nel lungo periodo il programma prevede la riqualificazione di Villa Negri e della Colombara, l’efficientamento energetico della scuola primaria, il completamento della ciclabile e nuovi marciapiedi, oltre a un sostegno strutturato alle imprese attraverso varianti urbanistiche e semplificazioni burocratiche. Sul fronte turistico, la lista punta sulla valorizzazione degli argini del Bisatto, sugli impianti sportivi e su un arredo urbano più curato, con l’idea di un’amministrazione che metta al centro il valore del bene comune e la trasparenza dei risultati.

Albettone arriva così al voto sospesa tra due idee di futuro: quella che punta a proseguire un percorso amministrativo riconoscibile e quella che chiede un cambio di passo dopo sedici anni. Saranno i cittadini a decidere quale strada imboccare, in un confronto che, per la prima volta dopo molto tempo, pare rimettere davvero in discussione l’identità politica del paese.