Il cuore di Filippo si è fermato: morto a 15 anni dopo lo schianto con lo scooter

Non ce l’ha fatta. Dopo due giorni di lotta aggrappato a un filo sottilissimo, Filippo Cortivo, 15 anni, si è spento nel reparto di Terapia Intensiva Pediatrica dell’ospedale San Bortolo di Vicenza. Troppo gravi le lesioni riportate nell’incidente stradale di mercoledì 10, soprattutto il trauma cranico che fin da subito aveva lasciato poche speranze. Una tragedia che scuote tre comunità e lascia un vuoto difficile da colmare.
L’incidente era avvenuto poco dopo le 13, in un tratto di strada già noto per la sua pericolosità: l’incrocio tra via Perara e via Ca’ Muzzana. Filippo viaggiava in sella al suo scooter Yamaha, diretto verso Pojana Maggiore, dove lo attendevano alcuni amici. In quell’incrocio si è verificato lo scontro con una Fiat Panda guidata da un 23enne di Pilastro, che procedeva verso Orgiano. L’impatto è stato violentissimo: il ragazzo è stato proiettato contro l’auto, ha colpito il cofano e infranto il parabrezza, prima di ricadere sull’asfalto.
I soccorsi sono stati immediati. Il personale del Suem 118 ha compreso fin dai primi istanti la gravità della situazione e ha disposto il trasferimento in elicottero al San Bortolo. Qui i medici hanno lavorato senza sosta, tentando ogni possibile intervento per salvargli la vita. Ma le ferite riportate nello schianto si sono rivelate insormontabili. Nelle scorse ore il tragico epilogo. La notizia della morte ha attraversato come un’onda gelida Val Liona, dove Filippo- appassionato di motori e karting – viveva con la famiglia nella frazione di Spiazzo, Orgiano, teatro dell’incidente, e Noventa Vicentina, dove frequentava l’Ipsia dell’istituto Masotto. Tre comunità unite nello sgomento e in un dolore composto ma non per questo meno pungente, che trova spazio nei silenzi, nei messaggi, nei ricordi condivisi.
Filippo lascia il padre Flavio, la madre Elina Frealdo, la sorella Chiara e una rete familiare profondamente colpita. A Spiazzo la ferita è ancora più acuta: in molti ricordano come, quindici anni fa, un altro giovanissimo della famiglia – un cugino – perse la vita in circostanze simili, sempre in sella a un motorino. Un destino che ritorna e che rende ancora più difficile trovare parole. Nonostante tutto, tra il dolore emerge un gesto di gratitudine. La madre Elina, con parole semplici e dense, ha voluto ringraziare pubblicamente il personale sanitario che ha seguito il figlio in quei giorni drammatici: un segno di dignità e riconoscenza che ha toccato profondamente chi le è vicino.
Cordoglio anche dalle istituzioni. “L’Amministrazione e la comunità di Val Liona si stringono nella solidarietà e nella preghiera all’immane dolore della famiglia Cortivo Frealdo per la tragica scomparsa di Filippo”, ha dichiarato il sindaco Maurizio Fipponi. Resta una strada, un incrocio, una luce spezzata troppo presto. E una comunità intera che si riconosce, improvvisamente, più fragile.
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