Attacco Usa contro il Venezuela, catturati Maduro e la moglie

Un blitz statunitense scuote il Venezuela e destituisce il suo presidente. Forti esplosioni hanno svegliato Caracas nel cuore della notte. Almeno sette boati, accompagnati dal rumore di velivoli a bassa quota, sono stati uditi intorno alle 2 del mattino ora locale (le 7 in Italia). Il governo del Venezuela ha subito “denunciato la gravissima aggressione militare” degli Stati Uniti. E, alcune ore dopo, il presidente americano, Donald Trump, ha confermato: gli Usa hanno effettuato un “attacco su larga scala”. Non solo. Il tycoon ha annunciato sul social Truth che il presidente venezuelano Nicolas Maduro “è stato catturato e portato fuori dal Paese insieme alla moglie, Cilia Flores. Sono stati incriminati a New York per narco-traffico e terrorismo”. I due sono stati prelevati dalla loro camera da letto, nel cuore della notte. Per alcuni media la cattura di Maduro è “stata negoziata”, il vicepresidente Usa Vance precisa che “Trump gli aveva offerto vie d’uscita”.
E mentre Donald Trump fa sapere di aver seguito l’operazione in tempo reale assicurando che non c’è alcuna vittima statunitense, il ministro degli Esteri venezuelano, Yvan Gil, ha confermato “che ci sono vittime mortali, civili e militari. Ci sono danni in installazioni civili e militari”, conseguenze di “un attacco realmente smisurato e codardo, della codardia di chi non ha la ragione”.

Le reazioni internazionali. La Colombia schiera intanto l’esercito al confine col Venezuela dopo l’attacco Usa. Mosca condanna ‘l’aggressione armata’. Idem Pechino. Il Venezuela chiede una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu. L’Ue, ribadendo che Maduro ‘è senza legittimità’, ricorda i principi del diritto internazionale. La presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen assicura: “sosteniamo la transizione democratica”.
Anche Palazzo Chigi segue la situazione e monitora la comunità italiana. “Abbiamo anche italiani detenuti, a cominciare da Alberto Trentini, quindi anche quello è un tema che ci preoccupa e stiamo lavorando al massimo” sottolinea il ministro degli Esteri Antonio Tajani. La Lega provoca: ‘manderemo le armi al Venezuela?’. L’opposizione attacca. Avs chiede la convocazione della commissione Esteri, Elly Schlein ‘preoccupata’ convoca la segreteria del Pd.
L’operazione Usa in Venezuela arriva dopo mesi di tensione tra i due Paesi. Washington aveva più volte accusato Caracas di essere dietro al grande flusso di droga che dal Sud America veniva riversata negli States. Nei giorni scorsi, i due leader avevano confermato di aver avuto dei contatti telefonici nel tentativo di intavolare una trattativa di fatto mai realmente iniziata. Numerosi gli appelli pubblici di Maduro all’omologo americano (“Make peace, no war“, “Fate la pace, non la guerra”), mentre il tycoon chiedeva al capo venezuelano di dimettersi per salvarsi la vita. Ultimatum che, oggi, sembrano essere scaduti.