Guerra in Iran, pronta nuova bozza di accordo con USA

Continua il braccio di ferro tra Stati Uniti ed Iran. Il memorandum d’intesa in discussione tra tra i due Paesi include un accordo per lo sblocco di 12 miliardi di dollari di beni iraniani congelati. Lo riferisce la televisione di stato di Teheran, Irib, che spiega come “gli Stati Uniti si sono impegnati a garantire all’Iran il pieno accesso a 12 miliardi di dollari dei suoi beni entro 60 giorni”. L’obiettivo, secondo Irib, è che questi fondi “siano trasferiti e impiegati in banche in Iran o in qualsiasi Paese di destinazione scelto dall’Iran, senza restrizioni”. Da parte sua, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva avvertito ieri che “non ci sarà alcuno scambio di denaro fino a nuovo avviso”, affermazione a sua volta smentita dai media iraniani. Trump, inoltre, con un post sul suo social Truth, attacca nuovamente Papa Leone e scrive: “Qualcuno dovrebbe spiegare al Papa che il sindaco di Chicago è inutile e che l’Iran non può avere un’arma nucleare!”

Intanto il comando militare congiunto iraniano ha fatto sapere che la gestione dello Stretto di Hormuz è esercitata con piena autorità dalle forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran e che qualsiasi nave militare tenti di interferire sarà presa di mira. La comunicazione è stata riportata dalla tv di Stato iraniana e dall’agenzia di stampa Tasnim legata ai Pasdaran. “Si avverte che qualsiasi azione compiuta da navi militari volta a interferire con la gestione dello Stretto di Hormuz o a ostacolare la navigazione sarà oggetto di un intervento mirato da parte delle Forze Armate della Repubblica Islamica dell’Iran”, recita il messaggio riportato da Tasnim.

Il primo ministro del Libano, Nawaf Salam, ha utilizzato un discorso televisivo per criticare i raid aerei israeliani e l’invasione del Libano e ha accusato Israele di “attuare una politica di distruzione totale delle città” e di provocare sfollamenti di massa. Salam ha affermato che Israele sta cercando di “sradicare la memoria del Libano e cancellare la storia del popolo”.