Putin: “Non forniremo più nulla”. Ue: “Possibilità di price cap al gas russo”

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Al forum economico di Vladivostok il presidente russo, Vladimir Putin tuona. “La Russia interromperà le forniture energetiche a tutti i Paesi che introdurranno un tetto sui prezzi del gas. Non forniremo nulla se ciò sarà contrario ai nostri interessi, niente gas, niente petrolio, niente carbone, niente olio combustibile, nulla”, ha sottolineato Putin.

Oggi la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che l’Unione sta valutando e studiando la possibilità di introdurre un price cap al gas naturale liquefatto dalla Russia ma teme che l’Europa diventi un cliente poco competitivo e il gas vada in altre regioni.

Gli fa eco Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia, nel suo intervento agli Incontri di Brugel: “Stiamo superando le nostre divisioni. E ora, finalmente, è possibile un’azione per limitare il prezzo del petrolio e del gas russo e trovare modi di intervenire sul mercato dell’energia per disaccoppiare i prezzi dell’elettricità e del gas. Potremmo dirigerci verso uno degli inverni più difficili da generazioni. Diverse spie lampeggiano in rosso: i prezzi dell’energia hanno infranto nuovi record, l’inflazione ha continuato a salire e il sentimento economico si sta deteriorando. E la guerra russa continua”.

“I dati statistici indicano un peggioramento delle prospettive economiche – spiega ancora Gentiloni. – Il nostro indicatore del sentimento economico e altri indicatori, come il Pmi, stanno andando nella direzione sbagliata; le condizioni di finanziamento si stanno restringendo, sia in Europa che nel mondo; l’euro è’ scivolato sotto la parità con il dollaro per la prima volta in venti anni e gli sviluppi negli Stati Uniti e in Cina significano che la domanda esterna rimarrà debole”.

Immediata la replica della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova che su Telegram ha scritto: “Non solo il gas andrà ad altre regioni, ma anche soldi, tecnologia, opportunità. Perché tutti sono stanchi delle stranezze europee”.