Siria tensione alle stelle: dopo le minacce di Trump alla Russia, si mobilita anche il Regno Unito

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La tensione tra Usa e Russia sulla Siria sale  alle stelle. Gli Stati Uniti sono pronti a sferrare l’attacco e a punire il regime di Assad, reo secondo la Casa Bianca di usare armi chimiche.

Il segretario di Stato Mike Pompeo avverte che la politica ‘soft’ verso Mosca è finita, ma respinge l’etichetta di falco, e precisa: “La guerra è sempre l’ultima risorsa. Preferisco raggiungere gli obiettivi della politica estera del presidente con una diplomazia accanita piuttosto che mandare giovani uomini e donne in guerra”. “La lista delle azioni di questa amministrazione per aumentare il costo per Vladimir Putin – osserva il capo della Cia uscente – è lunga. Stiamo ricostruendo il nostro già forte esercito e rifinanziando il nostro deterrente nucleare. Abbiamo imposto sanzioni dure ed espulso più diplomatici russi e agenti segreti dagli Usa che in ogni altra epoca sin dalla guerra fredda”.

“I missili ‘intelligenti’ dovrebbero volare verso i terroristi, non verso il governo legittimo” della Siria “che lotta da molti anni contro il terrorismo internazionale sul suo territorio” scrive su Facebook la portavoce della diplomazia russa, Maria Zakharova. E contrattacca: “L’idea globale è di rimuovere velocemente le tracce della provocazione” così che “gli ispettori internazionali dell’Opac non avranno nulla da cercare in quanto a prove?” continua Zakharova.

E mentre nella notte c’è stata una telefonata tra il presidente americano Trump e il premier turco Erdogan, secondo il Daily Telegraph la premier britannica May avrebbe ordinato ai sottomarini di raggiungere la posizione che consenta ai loro missili Tomahawk di colpire la Siria. La premier britannica ha convocato una riunione di governo per avere il via libera all’intervento in Siria.

Intanto dall’Onu arriva il monito affinché si eviti che la situazione diventi incontrollabile. Il segretario generale Antonio Guterres, ha fatto sapere di aver chiamato gli ambasciatori dei cinque Paesi membri permanente del Consiglio di sicurezza ribadendo la sua profonda preoccupazione per i rischi dell’attuale impasse in Siria e sottolineando la necessità di evitare che la situazione diventi incontrollabile”.

Netta anche la posizione del premier Gentiloni: “L’utilizzo di armi chimiche in Siria da parte del regime di Assad non può essere tollerato” tuttavia, ha sottolineato “oltre alla risposta ai crimini dobbiamo innanzitutto lavorare per la pace”. “Quelle immagini di bambini intossicati non possono lasciarci indifferenti, è una tragedia che sembra non finire mai”, ha concluso il presidente del Consiglio.

Intanto, l’esercito del governo siriano ha preso il pieno controllo della città di Douma, prima detenuto dal gruppo Jaysh Al-Islam, e ora l’intera Ghuta orientale è sotto le forze governative. Lo ha annunciato il capo del centro russo per la riconciliazione delle parti in guerra in Siria, Yuri Yevtushenko, che ha dichiarato: “E’ un evento storico per la Siria”.

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