Voto Regno Unito: May prima, ma senza maggioranza

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Vittoria di Pirro per Theresa May prima, ma senza maggioranza assoluta. È questa in sintesi la chiave di lettura delle elezioni anticipate in Gran Bretagna, indette dalla premier conservatrice, proprio con l’obiettivo di accrescere il vantaggio del partito Tory in Parlamento e avere maggiore libertà di movimento nei negoziati con l’Unione europea.
Una scommessa che la leader conservatrice ha perso, non riuscendo a superare, ma neanche ad eguagliare, il risultato della precedente consultazione, quando il suo schieramento aveva conquistato 331 seggi. Questa volta il bottino si ferma al di sotto delle aspettative e soprattutto della la maggioranza assoluta che, pare dunque fuori portata,  a meno di appoggi dell’ultima ora ad esempio da parte degli unionisti nordirlandesi del Dup.
Senza neppure aspettare l’esito definitivo del voto è arrivata la reazione del leader dei Laburisti Jeremy Corbyn: “Theresa May ha perso sostegno, ha perso seggi e ha perso voti, io credo sia abbastanza perché se ne vada”. Corbyn ha poi sottolineato che con il voto di ieri “la politica è cambiata” e ha aggiunto che la gente ha fatto capire “di non poterne più di austerity e di tagli ai servizi pubblici”.
A stretto giro la replica della May che ha fatto sapere di non essere intenzionata a dimettersi.
Intanto “No ad accordi o coalizioni”. E’ quanto affermano fonti dei Libdem dopo che sono usciti gli exit poll che danno il partito di Tim Farron a 14 seggi, con la possibilità che possa diventare determinante nel formare una coalizione di governo. Ma al momento i Libdem si rifiutano di ripetere l’esperienza fallimentare del 2010 quando si allearono coi Conservatori di David Cameron.
Esce super sconfitto invece l’Ukip di Nigel Farage che non è riuscito ad aggiudicarsi neppure un seggio.
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