Carburanti: Mattarella ha firmato il decreto legge per contenere gli effetti dei rincari

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Il capo dello stato Sergio Mattarella ha firmato il decreto legge carburanti. Un pacchetto di misure con cui il governo prova a reagire al caro-carburanti scattato a seguito della guerra di Stati Uniti ed Israele contro l’Iran.

Le misure. L’intervento punta a contenere gli effetti immediati dei rincari su famiglie e imprese legati allo scoppio del conflitto in Iran. Il pacchetto di interventi e’ a tempo determinato e prevede: un taglio delle accise per 20 giorni con un effetto sul prezzo di 25 centesimi al litro su benzina e diesel e di 12 centesimi sul gpl; un credito di imposta sul gasolio per gli autotrasportatori e del 20% per i pescherecci per i tre mesi da marzo a maggio. Al via inoltre, un rafforzamento dei controlli anti-speculazione, affidati a Mister Prezzi (il Garante per la sorveglianza dei prezzi presso il ministero delle Imprese), alla Guardia di Finanza e all’Antitrust.

Lo stanziamento di fondi dovrebbe essere sotto il miliardo di euro, anche se il governo è pronto ad allungare la durata delle misure, se la crisi innescata dalla guerra in Iran non dovesse rientrare.

Le cifre.
Il decreto legge prevede un taglio delle accise sui carburanti che consentirà di ridurre di 25 centesimi di euro al litro per 20 giorni. Non è stato inserito nel provvedimento l’annunciato rafforzamento della social card sui carburanti per le famiglie meno abbienti: la misura avrebbe riguardato solo i redditi bassi, ed è stata riassorbita nel generale taglio delle accise.

Credito d’imposta agli autotrasportatori. Come già annunciato dal ministro delle Imprese Adolfo Urso, sarà riconosciuto un credito d’imposta sull’acquisto di gasolio che dovrebbe essere del 26%.

Per le imprese della pesca
, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, parla invece di un credito di imposta del 20% sui carburanti per marzo, aprile e maggio, per 10 milioni di euro in totale.

Rafforzati i controlli. Per tre mesi le compagnie petrolifere dovranno inviare quotidianamente al Mimit i prezzi consigliati di vendita, pena una sanzione pari allo 0,1% del fatturato. Sono previste sanzioni, e nei casi estremi, denunce alla magistratura “per verificare la sussistenza del reato di ‘manovre speculative’”.