Conte sì allo stop per la Tav ed è spaccatura nella maggioranza

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Spaccatura nella maggioranza di governo sulla Tav. Il premier Giuseppe Conte, come il M5S propende per il blocco dell’alta velocità Torino-Lione. Contrario invece il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che avverte: “Occorre andare avanti, non tornare indietro”. E aggiunge: “C’è da fare l’analisi costi-benefici. L’opera serve o no, costa di più bloccarla o proseguire?”. Intanto Palazzo Chigi smentisce lo stop dei lavori e conferma: “Istruttoria in corso”. Secondo il leader della Lega, l’analisi sul rapporto costi/benefici dell’annullamento dei contratti dev’essere applicato a tutte le grandi opere.

Secondo un sondaggio giunto sulle scrivanie dei vertici pentastellati invece, l’immobilismo per quanto riguarda Ilva, Tap e Tav potrebbe costare una buona fetta di consenso all’M5s. Da qui la decisione di “sacrificare” la Torino-Lione, a favore del Tap, il Gasdotto Trans-Adriatico che dovrebbe approdare in Puglia, il quale oltretutto, è quasi impossibile da bloccare a causa di contratti e accordi internazionali che invece non esistono sulla Tav.

Il costo dell’annullamento dell’operazione Tav sarebbe, secondo i Cinquestelle, “solo” di 800 milioni di euro di fondi da restituire all’Europa, ma il vero pericolo è quello di uno scontro a muso duro con la Francia, che potrebbe chiedere risarcimenti per la decisione italiana di bloccare i lavori. Ed è anche per questo che Salvini si schiera contro.

Dalla Francia, infatti, trapelano segnali di nervosismo: “Siamo venuti a sapere – dice Stephane Guggino, delegato generale del comitato francese Transalpine, che promuove la Tav -delle posizioni italiane. Seguiamo la situazione con grande attenzione, ma onestamente facciamo fatica a vederci chiaro, perché c’è tanta confusione. Lunedì il ministro Toninelli dice che la Tav va migliorata, ora dicono che la vogliono bloccare. Mi chiedo come sia possibile cambiare idea così nel giro di 4 giorni”.

E sconcerto serpeggia anche tra gli industriali torinesi: “Siamo allibiti di fronte valzer di posizioni in merito al futuro della TAV che ha avuto luogo in questi giorni, portato avanti dagli esponenti dell’Esecutivo”, dichiara il presidente dell’Unione Industriale di Torino, Dario Gallina. “Siamo fortemente preoccupati dall’inquietante piega che sta prendendo la situazione, a fronte anche delle ultime dichiarazioni del Premier Conte, che annuncerebbero uno stop al progetto”.

“Bloccare la TAV per il nostro territorio e il nostro Paese – continua – sarebbe una disgrazia, un gesto autolesionistico che condurrebbe a un progressivo e inevitabile isolamento del Nord Ovest, a sostenere dei costi scandalosi in quanto inutili, oltre che a una sempre più drammatica perdita di credibilità a livello internazionale”.

“È perfino imbarazzante – continua Gallina – dover continuare a ripetere le ragioni in favore del collegamento ferroviario Torino Lione. Innanzitutto si tratta di trasferire il trasporto delle merci dalla strada alla ferrovia”.

Poi il presidente snocciola alcuni numeri: “Il totale degli scambi Francia-Italia nel 2017 ha raggiunto il livello record di 76,6 miliardi di euro – corrispondenti a 40 milioni di tonnellate – in aumento dell’8,3% rispetto al 2016, con saldo attivo per le esportazioni italiane. Tuttavia, il traffico tra i due Paesi avviene ancora per oltre il 90% su gomma, e solo il 9% su ferro. Con la Svizzera, le esportazioni per via ferroviaria sfiorano invece il 70%. Inoltre sono già stati scavati 23 km di gallerie, pari al 14% dei 160 km totali; il 21% dei lavori è già sotto contratto, e, considerato il volume dei lavori, si prospetta un’occupazione di oltre 8 mila posti di lavoro nei cantieri”.

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