Festa della Repubblica, Mattarella all’Altare della Patria e ricorda il voto del 1946: “atto di libertà senza precedenti”

Si celebra oggi la Festa della Repubblica, una ricorrenza che quest’anno ha una portata diversa, ad 80 anni da quel 2 giugno 1946, quando l’Italia, ancora in ginocchio e frantumata dopo cinque anni di guerra, si è ritrovata quasi nella sua interezza nelle urne. L’89% degli aventi diritto votò, la maggioranza per lasciarsi alle spalle il periodo monarchico e per abbracciare una nuova forma di Stato: la repubblica.

Il capo di Stato Sergio Matterella ha deposto la consueta corona di alloro all’altare della Patria a Roma, affiancato dal ministro della Difesa Guido Crosetto che in un messaggio per la ricorrenza ha scritto: “Abbiamo il dovere di costruire, come da anni stiamo facendo, in silenzio, senza clamori, ma con fiducia, una Difesa credibile, moderna e preparata, per garantire la pace e tutelare i cittadini”.

Crosetto ha quindi ringraziato anche chi ha pagato il prezzo più alto per difendere la nostra libertà: caduti, feriti, chi porta ancora nel corpo e nell’anima i segni del servizio reso alla Nazione. “A loro dobbiamo non soltanto memoria e gratitudine, ma la consapevolezza che la libertà e la pace non sono conquiste definitive. Sono beni preziosi, fragili, che vanno custoditi ogni giorno”.

Come da tradizione, il momento solenne è stato accompagnato dal sorvolo delle Frecce Tricolori, che hanno attraversato il cielo di Roma lasciando la caratteristica scia verde, bianca e rossa.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio al capo di Stato Maggiore della difesa, Luciano Portolano, ricordando la centralità della Costituzione nel nostro Paese: il “Referendum del 2 giugno 1946 fu un atto di libertà senza precedenti”. “Le difficoltà e i rischi che attraversano oggi la nostra sicurezza e il nostro benessere vanno affrontati con fermezza. Non potrà esservi vera pace fino a quando permarranno focolai di minaccia e non potrà esservi vero benessere se anche soltanto una parte dell’umanità sarà costretta a vivere nella precarietà. L’Italia, con l’Europa, è impegnata nel ripristino del valore delle regole nella vita della comunità internazionale, per uscire da una fase di permanente conflittualità, nell’edificazione di una nuova effettiva sicurezza per tutti i popoli”.

Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri: la premier Giorgia Meloni e i presidenti delle Camere Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana insieme al presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso.

Meloni: “Abbiamo il dovere di custodire la libertà e servire le generazioni future”. La premier ha ricordato che quella di oggi è “una ricorrenza che non rappresenta soltanto una data storica, ma racconta il cammino che gli italiani hanno saputo costruire insieme: con storie di sacrificio, coraggio, unità, solidarietà e impegno, generazione dopo generazione”. “Ottant’anni di Repubblica, di libertà e di partecipazione – ha aggiunto la premier -ci rendono orgogliosi e riconoscenti verso chi ci ha preceduto e ha contribuito a edificare le fondamenta della nostra comunità nazionale. Ma, allo stesso tempo, ci ricordano la responsabilità che ciascuno di noi ha nel custodire e rafforzare ogni giorno questo patrimonio, al servizio della Patria e delle generazioni future”. “Credo che (l’Italia, ndr) stia dando, nonostante le difficoltà, grande prova di sé e mi piacerebbe per questo che fosse chiaramente una festa di responsabilità ma anche una festa d’orgoglio per tutti gli italiani” ha concluso la Meloni.

Oggi ultima parata per la cagnolina Briciola
, la mascotte dei Carabinieri che non ha mai avuto paura dei cavalli. Congedo per sopraggiunti limiti di età per lei, dopo 13 anni di servizio e il grado di vice-brigadiere.