Grandi opere. Di Maio: “Governo coeso. Con Salvini troveremo accordo”

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Non termina il duello a distanza tutto interno al governo Cinquestelle-Lega sulle grandi opere. Questa mattina il vicepremier Luigi Di Maio si dice “estremamente fiducioso” che Lega e M5s troveranno “un’intesa” sulla questione e sottolinea che il governo “è coeso”, ribadendo che il M5s non ha pregiudizi, ma poi lancia la frecciata, ricordando che si tratta di “spendere 10 miliardi per andare da Torino a Lione in un paese in cui spesso i cittadini non hanno autobus, strade e metro nelle periferie”.

Quanto alla Tap – altro oggetto di scontro – Di Maio dice: “Lasciamo che il presidente Conte, insieme ai ministri interessati, tra cui ci sono anche io, lavori a questo dossier”. E sulla gara sull’Ilva spiega che prenderà una decisione lavorando a tambur battente, ma “quelli che governavano prima e che fanno la parte degli esperti mi hanno lasciato una procedura di gara che l’Anac dice sia piena di criticità”, osserva Di Maio. “Quelli che mi fanno la lezione sul caso Ilva hanno firmato una gara in cui Arcelor prevede 10mila lavoratori contro 14mila”, ha aggiunto.

Pensioni d’oro. Il governo, secondo Di Maio, intende agire sulle pensioni d’oro, non solo per i politici ma “anche per i sindacalisti, con un provvedimento a 360 gradi”. Secondo il vicepremier, il provvedimento verrà calendarizzato in Parlamento a settembre.

Sul tema delle grandi opere ieri sera era intervenuto anche l’altro vicepremier Matteo Salvini che, parlando a una festa della Lega a Capriata d’Orba, nell’Alessandrino, aveva premesso: “I 5Stelle sono gente affidabile”, per poi incalzare: “Su qualche cosa però dobbiamo metterci d’accordo. Le infrastrutture servono, servono strade più belle e infrastrutture nuove, io voglio andare avanti”.

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