Il governo M5s-Lega ha giurato al Quirinale: è ufficialmente in carica

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Dopo quasi 90 giorni dalle elezioni nasce il governo, definito “del cambiamento” M5s-Lega. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i ministri del suo esecutivo hanno giurato fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione davanti al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel Salone delle feste del Quirinale.

Dopo il giuramento la foto di gruppo e il consueto brindisi alla stanza accanto. Poi il presidente Conte si è recato a palazzo Chigi, dove c’è stato il passaggio di consegne con Paolo Gentiloni attraverso la tradizionale cerimonia della consegna della campanella, con cui il premier apre e chiude i lavori del Consiglio dei ministri. Subito dopo, il nuovo presidente del Consiglio ha riunito il primo Consiglio dei Ministri. Segretario del Consiglio è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti.

Dopo il giuramento al Colle l’esecutivo dovrà presentarsi in Parlamento per chiedere la fiducia. Le votazioni alla Camera e al Senato ci saranno settimana prossima, si comincerà martedì sera con il voto in Senato. Il giorno dopo avverrà lo stesso al Senato.

Le reazioni dei Ministri. “Grandissima giornata da ora a lavoro per creare lavoro – ha detto Di Maio uscito dal quirinale – lavoro per chi non ce l’ha, per chi ce l’ha ma è senza dignità e per gli imprenditori che fanno girare l’economia”. Queste le prime parole del leader pentastellato che tra poche ore sarà ufficialmente ministro dello Sviluppi Economico, Lavoro e Politiche Sociali.

Le parole di Salvini. “Se questo governo durerà 5 anni? Almeno dieci”. Lo ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, rispondendo ai giornalisti mentre lasciava il Quirinale dopo il giuramento. Poi ha aggiunto: “Sentirò Berlusconi prima di entrare in questo palazzo. L’ho sentito già varie volte ieri”. Così il neoministro dell’Interno, Matteo Salvini, prima di entrare a Palazzo Chigi, ai cronisti che gli chiedono se avesse sentito Berlusconi.

Le parole di Moavero. “Lavoreremo uniti e motivati tutti insieme”. Così il neoministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, all’uscita dal Quirinale dopo il giuramento del governo Conte. “Non siamo un governo militare” ha chiosato rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se riuscirà a tenere nei ranghi Salvini e Di Maio.

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