Nuova legge elettorale, al via i lavori in Parlamento: frattura fra maggioranza e opposizione

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Al via da oggi (31 marzo) i lavori parlamentari per la nuova legge elettorale. Stasera, al termine della seduta pomeridiana della Camera, inizierà in commissione Affari Costituzionali l’esame delle proposte di legge. Sono diverse le proposte di legge sul tavolo, ma è intorno a quella proveniente dalla maggioranza che si misurerà l’effettiva possibilità di arrivare al via libera di una riforma: “È importante che venga data alla nazione una governabilità”, ha detto la deputata di Fratelli d’Italia, Ylenja Lucaselli.

Diffidenti, però, le opposizioni. Il centrosinistra ha messo nel mirino in particolare il premio di maggioranza e la soglia del 40% dei voti per ottenerlo: “Hanno fatto un premio che è una supertruffa”, ha attaccato il leader M5s Giuseppe Conte. Per Simona Bonafé, capogruppo Dem in commissione Affari Costituzionali, invece la legge elettorale “è un terreno su cui non sono accettabili forzature né tantomeno interventi calati dall’alto”. Il segretario di +Europa Riccardo Magi ha invece invitato tutte le opposizioni a fare muro contro “questa schifezza”.

Rimane il nodo preferenze. La partita sembra più aperta sul tema delle preferenze, con il Movimento 5 stelle a favore e il Pd che non chiude la porta: “Preferisco i collegi piccoli che garantiscono la rappresentatività territoriale, ma a questo punto può essere utile anche intestarsi la battaglia sulle preferenze”, è la posizione di Marco Sarracino, della segreteria Dem. Lo ‘Stabilicum’ infatti non le prevede, ma Fratelli d’Italia ha già fatto sapere che proporrà emendamenti. Si tratta, però, di un sistema sul quale la Lega ha da tempo manifestato le proprie perplessità. Il partito di Matteo Salvini, intanto, continua a mantenere un atteggiamento prudente sulla riforma, così come Forza Italia.