Stretta sulla sicurezza, scudo per gli agenti, fermo e zone rosse: ecco le norme nel nuovo pacchetto

Dal fermo preventivo per bloccare i violenti prima che arrivino in piazza alla stretta sui coltelli per i minorenni, fino alle zone rosse e allo scudo per gli agenti e per i cittadini. Sono varie e toccano fronti diversi le norme pronte a entrare nel nuovo pacchetto sicurezza sulle quali sono in corso in queste ore diverse riunioni politiche e, soprattutto, tecniche tra i vari ministeri per analizzare nel dettaglio le misure e decidere quali far confluire nel decreto legge e quali nel disegno di legge.
Per cominciare, tra le misure sul tavolo, c’è la possibilità per gli ufficiali e gli agenti di polizia di trattenere nei propri uffici, per un massimo di 12 ore, persone individuate durante i controlli preventivi in vista di manifestazioni e ritenute pericolose per il pacifico svolgimento dei cortei. Proseguendo, sempre in chiave ordine pubblico, è allo studio il potenziamento del cosiddetto daspo urbano (Dacur) con l’estensione del divieto di accesso alle aree urbane a chi risulta denunciato o condannato per reati commessi durante le proteste di piazza. Vicino a queste misure ci sarebbe anche l’ipotesi di arresto in flagranza differita nei confronti di chi compie danneggiamenti in occasione di manifestazioni.
Tra i provvedimenti allo studio c’è poi il famoso “scudo” penale, di cui tanto si è parlato. La misura non sarebbe destinata alle sole forze dell’ordine, varrebbe anche per i cittadini. E prevede la non iscrizione nel registro degli indagati in presenza di “cause di giustificazione” in caso di reati. Come noto, si tratta di una proposta di FdI depositata alla Camera la quale prevede ad esempio che, dove sia ravvisabile una giustificazione, il pubblico ministero entro 7 giorni dovrà svolgere accertamenti preliminari prima di procedere, se strettamente necessario, all’iscrizione nel registro degli indagati. Ciò si traduce nel fatto che gli agenti non verrebbero iscritti automaticamente nel registro degli indagati quando agiscono nell’adempimento del dovere o nell’uso legittimo delle armi. Mentre nel caso dei cittadini, la misura si applicherebbe nei casi di legittima difesa.
Il pacchetto sicurezza si focalizza anche sulla tolleranza zero sui coltelli, con particolare attenzione ai minorenni (visti i gravi casi di cronaca degli ultimi giorni) con l’introduzione del divieto di vendita di lame agli under 18, anche online. La violazione sarà punita con la sanzione da 500 a 3mila euro, aumentata fino a un massimo di 12mila euro in caso di reiterazione. Inoltre, saranno ampliati i reati per cui si può applicare l’ammonimento del questore nei confronti di ragazzi di età compresa tra 12 e 14 anni. In generale, comunque, si prevede il divieto assoluto di porto di coltelli con lama superiore a 5 centimetri e per tutti gli altri senza un giustificato motivo. Il testo introduce inoltre multe ai genitori che omettono di vigilare sui figli minori responsabili di atti di violenza.
Infine, si sta considerando l’ipotesi – oggi prevista solo in casi eccezionali e urgenti – di dare la possibilità ai prefetti di individuare delle “zone rosse” in aree caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità, dove non possono sostare soggetti segnalati dall’autorità giudiziaria per reati contro la persona, reati legati a stupefacenti o per il porto di armi.