Vertice Italia – Germania. Meloni e Merz firmano il Piano d’azione sulla cooperazione strategica rafforzata

Ha preso il via oggi a Roma il vertice intergovernativo tra Italia e Germania. La premier Giorgia Meloni ha accolto il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Villa Doria Pamphilj, sede dell’incontro. I due leader hanno firmato il Protocollo per un Piano d’azione sulla cooperazione strategica rafforzata, di un’intesa in ambito sicurezza, difesa e resilienza e di un documento congiunto sulla competitività che verrà trasmesso alla Commissione europea in vista dell’incontro informale sulla competitività del 12 febbraio. L’incontro ha portato inoltre allo scambio di una decina di accordi governativi.
“I nostri sistemi produttivi possono dare un contributo alla costruzione del pilastro europeo dell’Alleanza atlantica che per tanti anni abbiamo invocato senza fare passi avanti e agire di conseguenza – ha dichiarato Meloni aggiungendo l’intenzione di aderire all’accordo multilaterale che già esiste tra Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna sull’esportazione di armamenti.
Da parte sua il cancelliere tedesco Merz ha sottolineato la fortissima convergenza tra Italia e Germania emersa anche all’ultimo Consiglio europeo, su alcuni dei temi di dibattito principali. “L’Ue deve rafforzare la competitività delle industrie e fare di più per la sicurezza”, ha detto Merz sottolineando poi l’esigenza di concentrarsi sulle questioni essenziali, come l’adoperarsi per la pace in Ucraina. Parlando di guerre, Meloni ha poi aggiunto: “Su Ucraina e Medio Oriente la nostra sintonia è sempre stata forte, continueremo a fare la nostra parte sia per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina sia per costruire un quadro stabile di sicurezza e prosperità in Medio Oriente”.
In merito alla Groenlandia. “L’Europa deve e farà di più per la sicurezza nell’Artico. Intendiamo sostenere i colloqui tra Danimarca, Groenlandia e Stati Uniti sulla base della sovranità territoriale”, dice Merz. Meloni, parlando dopo il vertice, ha definito “discutibili e assertivi” i metodi degli Stati Uniti sulla questione, ma ha riconosciuto come si stia ponendo “una questione strategica che però esiste, che riguarda l’Artico in questo tempo”. Poi ha spiegato di continuare a “essere ottimista” che si raggiunga una soluzione, riconducendo il dibattito alla “questione reale”.
Un deciso cambio di passo sulla competitività in Ue. C’è sintonia tra i leader: “Una certa visione ideologica della transizione green ha messo in ginocchio le nostre imprese senza incidere nella tutela dell’ambiente”, ha detto Meloni. Ecco quindi che il prossimo 12 febbraio a Bruxelles, insieme a Merz si presenterà “con un non-paper comune focalizzato su alcune priorità non rinviabili: semplificazione della burocrazia europea, rafforzamento del mercato unico, rilancio dell’industria automobilistica nel segno della neutralità tecnologica, politica commerciale ambiziosa basata su regole condivise e pari condizione”.
Meloni e Merz hanno partecipato anche al business forum che si è tenuto all’Hotel Parco dei Principi con alcuni esponenti del mondo delle aziende: “Siamo il cuore pulsante dell’industria europea”, ha sottolineato la premier. Il cancelliere tedesco ha poi sintetizzato i punti di lavoro centrali: “Mercati aperti, più competizione e competitività dell’industria europea”, per avere “maggiore capacità di difesa non solo dalle minacce militari ma anche dalle minacce ibride che colpiscono le aziende”.