Elettrificazione Vicenza-Schio, Rucco e Maltauro votano con l’opposizione: “È responsabilità”

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Un treno operativo sulla linea Schio-Vicenza

La Vicenza–Schio torna a far rumore. Non per un avanzamento del progetto, ma per un voto che ha lasciato il segno: l’emendamento di Alleanza Verdi e Sinistra non è passato, affossato dalla maggioranza. Eppure due esponenti di spicco del centrodestra, Francesco Rucco e Jacopo Maltauro, hanno scelto di sostenerlo. Una frattura? Un “deragliamento” così come sarcasticamente definito da Carlo Cunegato stesso? No, dicono loro. È qualcosa di più semplice e più politico: responsabilità.

La scena si consuma in Consiglio regionale, dove la linea ferroviaria più simbolica del Vicentino – promessa, evocata, rimandata da decenni – torna a essere terreno di scontro. Cunegato, da sinistra, parla di occasione mancata e accusa la maggioranza di immobilismo. Ma Rucco e Maltauro non ci stanno a farsi trascinare nel gioco delle letture forzate.

Il consigliere regionale vicentino Jacopo Maltauro

“Abbiamo votato favorevolmente – spiegano – pur provenendo da aree politiche diverse e nonostante le polemiche degli ultimi mesi. È un segnale di unità su un tema rilevante per la provincia”. Non un’apertura alla minoranza, dunque, ma la scelta di non trasformare un’infrastruttura strategica in un’arma da campagna permanente. E il messaggio è diretto: la Vicenza–Schio non è un pretesto per alimentare tensioni, né un terreno per misurare muscoli politici. È un’opera che riguarda studenti, pendolari, imprese. E come tale va trattata.
Il centrodestra, ribadiscono, non ha mai cambiato linea: “La Vicenza–Schio resta una priorità della Regione Veneto e del Governo nazionale. Il sostegno è pieno e condiviso”.

Il consigliere regionale di FdI Francesco Rucco

Il fatto che l’intervento non compaia nel Defr non è, secondo loro, un arretramento, ma una questione tecnica: “Il documento approvato è atipico, costruito in tempi stretti per chiudere il bilancio e garantire le risorse indispensabili alla Regione”. Rucco, vicepresidente del Consiglio regionale, aggiunge un dato che pesa più di molte dichiarazioni: “Il 38% degli emendamenti della minoranza è stato accolto. È un segnale concreto di dialogo, non certo di chiusura”. Una puntualizzazione che risponde indirettamente a Cunegato, che nelle scorse settimane aveva accusato la maggioranza di non voler ascoltare. Ma Rucco e Maltauro non raccolgono la polemica: “È bene evitare ricostruzioni forzate: non c’erano le condizioni per inserire oggi l’intervento nel DEFR. Il lavoro prosegue con determinazione”. E qui il tono si fa più netto: “Si tratta di un’opera strategica. Va portata avanti con serietà, senza inseguire annunci estemporanei o polemiche fini a sé stesse, che non aiutano né il progetto né il territorio. Il territorio non ha bisogno di promesse vuote, ma di risposte concrete”, concludono.

Erik Pretto: La politica si unisca per il bene del territorio. Nel dibattito sull’elettrificazione della Vicenza–Schio interviene anche il deputato leghista Erik Pretto, che richiama tutti a una maggiore compattezza politica su un’opera che definisce strategica per l’intero Vicentino. Pretto ricorda come, in occasione della Legge di Bilancio 2024, la Camera avesse già approvato un Ordine del Giorno a sostegno dell’intervento, sottoscritto da tutti i parlamentari vicentini di maggioranza. Un segnale importante, ma non ancora sufficiente a convincere il Governo a imprimere l’accelerazione attesa. Per questo il deputato invita a non smarrire il senso delle priorità dietro a dispute procedurali o sfumature terminologiche. “Non può essere un tecnicismo lessicale a dividere la politica – afferma – perché la differenza tra “prioritario” e “di rilevante importanza” non cambia la sostanza. Su un’opera moderna, efficiente e attesa da anni serve una posizione forte, condivisa e possibilmente unanime. Il territorio ha bisogno di unità, non di contrapposizioni che rallentano un percorso già troppo lungo”. Pretto giudica positivo il dialogo in corso tra Regione, Ministeri e RFI, ma ribadisce che una presa di posizione compatta del Consiglio regionale avrebbe avuto un peso politico diverso. Il messaggio è chiaro: l’elettrificazione della Vicenza–Schio non può diventare terreno di scontro su dettagli formali. E urge una linea comune.

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